Conferenza stampa per la presentazione del Progetto di Microcredito LIDIA

 

Questa mattina in una conferenza stampa in modalità telematica la Caritas diocesana ha illustrato gli obiettivi, i destinatari e le modalità per l’accesso al Progetto di “Microcredito LIDIA” a servizio della micro-impresa nell’Arcidiocesi di Matera-Irsina.

Ha dialogato con l’Arcivescovo Monsignor Pino Caiazzo e con la Direttrice della Caritas Diocesana, Anna Maria Cammisa la giornalista Beatrice Volpe.

Il Progetto di Microcredito nasce nel 2009 con la finalità di sfuggire la tentazione di rimanere ancorati solo ed esclusivamente a forme di assistenzialismo e per promuovere invece lo sviluppo integrale della persona e delle comunità.

Il contesto sociale ed economico che la Pandemia ha ridisegnato e ci ha consegnato, ci ha spinto, dopo oltre 10 anni dalla sua istituzione, a ripensare in modo nuovo questo strumento e ad adeguarlo al nuovo assetto comunitario.

In occasione del rilancio il Progetto Lidia è dedicato alla memoria del signor Pasquale Cantore, primo beneficiario del prestito e prematuramente scomparso.

 

Presentazione del progetto di Microcredito “LIDIA”, a cura di Monsignor Pino Caiazzo

 

Continua, rinnovando il suo impegno nella concretezza dei gesti, la missione della Caritas di Matera-Irsina, riproponendo il Progetto di Microcredito “LIDIA” a servizio dello sviluppo o della creazione di impresa, per quanti non possono permettersi l’accesso al credito bancario. In questo modo il percorso di autonomia lavorativa ed economica potrà concretizzarsi.

C’è bisogno di seminare speranza. Non basta dirlo, bisogna contribuire ad aprire strade nel bel mezzo dell’incertezza per uscire dal tunnel della disperazione ed incominciare ad intravedere la luce.

Questo è quanto il progetto Lidia intende osteggiare: la rassegnazione e il fatalismo.

Perché «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla

Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore». (Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 1).

Nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel cuore della nostra Chiesa di Matera-Irsina, chiamata ad ascoltare coloro che vorranno mettersi in gioco e presentare progetti di sviluppo economico per sé e per il territorio.

Si avverte l’urgenza di sfuggire la tentazione di rimanere ancorati solo ed esclusivamente a forme di assistenzialismo e promuovere invece lo sviluppo integrale della persona e delle comunità. Questo è esattamente quanto si prefigge il Progetto Policoro: «Le imprese, i liberi professionisti e le associazioni che creano opportunità di lavoro dignitoso, e che testimoniano con letizia che è possibile superare rassegnazione e fatalismo, in una relazione feconda e generativa con il territorio che abitano».

Il Progetto “Lidia”, infatti, si configura altresì come un’ulteriore opportunità nell’ambito del Progetto Policoro e promuove una nuova cultura del lavoro: responsabilità personale, cooperazione, solidarietà.

In occasione del rilancio il Progetto Lidia è dedicato alla memoria del Sig. Pasquale Cantore, primo beneficiario del prestito e prematuramente scomparso.

Sento di ringraziare quanti operano con amore, competenza e determinazione nella nostra Chiesa di Matera-Irsina, che ogni giorno è sempre attenta e presente a tutte le emergenze, bisogni e necessità, ma è anche capace di elaborare idee per promuovere la dignità della persona.

 

Vi benedico

 

PROGETTO “LIDIA”: IL MICROCREDITO A SERVIZIO DELLA MICRO – IMPRESA NELL’ARCIDIOCESI DI MATERA – IRSINA

 

 

 
L’icona biblica

Narrando nel libro degli Atti la storia delle prime comunità cristiane, Luca organizza i racconti attorno a personaggi di rilievo, come Stefano, Filippo, Pietro e, soprattutto, Paolo. Si sofferma anche, in brevi quadretti, su personaggi minori che egli trasforma in figure tipiche. Una di queste figure è una donna di nome Lidia.

«Salpati da Troade, facemmo vela verso Samotracia e il giorno dopo verso Neapoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori dalla porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera, e sedutici rivolgevamo la parola alle don- ne colà riunite. C’era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò: ‘Se ave- te giudicato che io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa’. E ci costrinse ad accettare» (At 16, 11-15).

La notizia è brevissima, e tuttavia merita attenzione. Lidia è presentata come una figura esemplare di donna cristiana, non soltanto perché aderisce alla fede, ma perché si mostra ospitale e mette a disposizione i suoi beni. Il suo nome è di significato incerto, anche se molto atte- stato nell’antichità. Vive a Filippi, la prima città europea raggiunta da Paolo. È la prima battezzata europea. Commercia in stoffe pregiate, ma proviene da Tiatira, in Asia, fra Pergamo e Sarni, nota per le tintorie della porpora. È una donna intraprendente, certo benestante e indipendente: può infatti disporre liberamente della propria casa, infatti ospita Paolo e Sila e mette a disposizione di questi i suoi averi.

Analisi del contesto rispetto all’accesso al credito e ai finanziamenti

Per accedere agli stanziamenti previsti dalle Leggi una persona deve prevedere nel business plan un cofinanziamento, che spesso non ha.

L’unica possibilità di reperire la somma è quella di accedere ai crediti bancari che spesso hanno dei tassi di interesse molto alti.

Le banche richiedono una o più garanzie a supporto di una richiesta di credito. In questo modo, l’imprenditore e la sua azienda diventano più affidabili agli occhi di chi li dovrà finanziare e di conseguenza le richieste di finanziamento hanno più possibilità di andare a buon fine.

La difficoltà di accesso al credito, soprattutto per i giovani che non hanno reddito e per le donne, è uno dei principali freni agli investi- menti in innovazione da parte delle imprese giovanili nascenti. Gravi le conseguenze sull’economia del sud che questi mancati accessi ai finanzia- menti possono portare. Quanto premesso, spesso spinge la persona a fare ricorso al giro eco- nomico dell’usura con le conseguenze note.

Analisi del bisogno

Un passo di Carlo Levi confinato in Basilicata dice: «Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo. Le stagioni scorrono sulla fatica, oggi come tremila anni prima di Cristo: nessun messaggio umano o divino si è rivolto a questa povertà refrattaria». E ancora, «Ci vorrebbe un ter- remoto ogni dieci anni – dice lo storico Raffaele Giuralongo – perché il Sud ormai produce solo il cemento delle opere pubbliche. La recessione, qui, è una sentenza senza appello: essere l’impresentabile e irraggiungibile retrovia tossica della riconversione verde del Nord».

«La Basilicata – dice il sociologo Davide Bubbico – ospita solo filiali, terminal produttivi, catene di montaggio. Come il resto del Sud, non ha generato imprenditoria, un progetto economico interno». I dati ci dicono che il bisogno maggiore per il nostro contesto territoriale è il lavoro che sulla scia di quanto afferma il sociologo sopra citato, deve riuscire a generare imprenditoria.

Attività: il Microcredito

La Chiesa locale di Matera – Irsina, attenta ai bisogni presenti sul territorio, soprattutto alle esigenze dei giovani, delle donne e di chi ha perso il lavoro ha trovato una prima risposta ai bisogni rilevati attivando l’iniziativa del Microcredito. La centralità data al credito non rappresenta soltanto una strategia di sviluppo; la sua forza deriva in- fatti dalla convinzione ideale e valoriale che vi è sottesa, il fatto cioè di ritenere che il bisogno di credito rappresenti un diritto umano fondamentale. Il Microcredito, destinato all’imprenditorialità giovanile, femminile, immigrati regolari, disabili e perdenti posti di lavoro non tutelati vuole essere un gesto di promozione e di responsabilizzazione di queste fasce deboli nell’incentivarli ad essere protagonisti e promo- tori delle loro capacità di realizzare micro-imprese.

Che cos’è

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. La difficoltà di accedere al prestito bancario, a causa dell’inadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattività, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali, non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell’usura. I programmi di microcredito propongono alternative soluzioni per queste microattività economiche (agricolture, allevamento, produzione e commercio, servizi), pianificando l’erogazione di piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che hanno forte necessità di risorse finanziarie, per avviare o sviluppare progetti di auto-impiego. Avendo come target di riferimento le microimprese, i programmi di microcredito molto spesso prevedono, oltre a servizi di carattere finanziario, anche una combinazione di servizi di supporto alla microimpresa, come: formazione tecnica e gestionale; creazione di reti commerciali; condizioni per la raccolta di risparmio. In modo più appropriato questi programmi assumono la denominazione di progetti di microfinanza.

Il microcredito si pone un duplice obiettivo: lo sviluppo umano ed economico, e la realizzazione di un diritto.

Avvio e sostegno di attività economiche come “lotta all’esclusione finanziaria”: tale è definibile il Microcredito.

Obiettivi

Consentire a quanti vogliono avviare attività imprenditoriali di avere a disposizione prestiti funzionali al proprio progetto di sviluppo personale e lavorativo, da restituire secondo tempi e modalità condivise.

Stimolare lo sviluppo dell’autoimprenditorialità, in primis quella giovanile, al fine di riceve un finanziamento per la realizzazione del progetto cui il prestito è finalizzato.

Incoraggiare i giovani alla riflessione intorno alla costruzione attiva del proprio lavoro.

Favorire la sperimentazione nel nostro territorio di un “laboratorio di finanza critica”.

Promuovere il valore del rispetto della legalità nella valorizzazione dell’idea progettuale.

A chi è rivolto

I potenziali beneficiari del microcredito sono coloro che intendono avviare un’attività di micro-impresa e hanno bisogno di un credito iniziale o intermedio per far fronte alle spese di avvio dell’attività, per l’acquisto di materiali e strumenti, ecc… In particolare le attività economiche esistenti o in fase di avvio, con sede operativa nei comuni della Diocesi di Matera – Irsina. Particolare riguardo verrà dato a:

✓ l’avvio di attività a forte contenuto sociale e innovativo (imprese sociali, servizi alla persona, turismo, new economy, produzione biologica, servizi alle imprese…);

✓ attività economiche femminili e giovanili in fase di avvio (con particolare riguardo ai settori di cui sopra);

✓ cooperative o associazioni, con particolare incentivo verso quelle a forte impatto sociale e culturale;

✓ iniziative imprenditoriali di disabili; ✓ perdenti lavoro non tutelati.

Come nasce

Il Progetto del Microcredito nella Diocesi di Matera – Irsina nasce nel 2009 in seno alla riflessione fatta dalla Caritas Diocesana a partire dai tanti poveri che si rivolgono al Centro di Ascolto.

La Caritas, nell’ambito del Progetto Policoro, ebbe a coinvolgere nella riflessione anche le altre due pastorali, ovvero, Pastorale Sociale e del Lavoro e Pastorale Giovanile.

L’attenzione al bisogno di intervenire per arginare il problema della disoccupazione, ha promosso la nascita del progetto di microcredito con lo scopo di erogare finanziamenti agevolati alle fasce non banca- bili della popolazione e di garantire un concreto e continuo sostegno morale alle comunità.

A distanza di oltre 10 anni, si ravvisa il bisogno di ripensare il progetto, adeguarlo “in forme consone ai tempi e ai bisogni” e rilanciarlo.

Il grande valore di questa iniziativa sta nel fatto che permetterà la rottura del modus operandi vigente nel territorio, ossia con i soliti schemi dell’assistenzialismo, a cui da troppo tempo questo territorio è stato abituato.

Il partner: Banca Popolare di Puglia e Basilicata

La Banca Popolare di Puglia e Basilicata nasce nel 1883 e da allora ha sempre radicato le sue radici nel nostro territorio, per essere vicini alle persone e alle imprese. Essere una Banca territoriale significa ascoltare, dialogare e dare risposte. Per crescere e diventare grandi insieme. In un mondo che cambia, Banca Popolare di Puglia e Basilicata è la banca connessa all’innovazione e al futuro. Perché c’è una cosa che, per la Banca, non è mai cambiata: il legame con le persone e le loro esigenze.

La Convenzione, rinnovata nel 2019, prevede le seguenti opportunità:

✓ Finanziamenti chirografari a tasso fisso

✓ Durata max 60 mesi (di cui 12 mesi di preammortamento)

✓ Rata Mensile

✓ Nessuna spesa istruttoria

Come si accede

Una commissione diocesana, appositamente costituita da:

✓ Direttore Caritas Diocesana

✓ Tutor del Progetto Policoro

✓ n. 2 AdC del Progetto Policoro

✓ n. 1 commercialista

✓ n. 1 operatore Caritas diocesana

valuterà le richieste pervenute al CdA della Caritas Diocesana e al Centro Servizi del Progetto Policoro.

Se l’idea progettuale risponderà ai criteri di fattibilità e sostenibilità, la Caritas Diocesana invia alla Banca la proposta corredate da una specifica “relazione di finanziamento del progetto”, contenente le osservazioni della Arcidiocesi circa la meritevolezza del richiedente e del suo progetto d’impresa e ogni altra informazione utile per l’esame della richiesta da parte della Banca, nonché l’indicazione dell’importo del credito assistibile dal fondo di garanzia previsto dalla convenzione.

Conclusione

L’auspicio e l’impegno di Caritas diocesana, dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro, del Servizio di pastorale giovanile, in definitiva di tutta la Chiesa diocesana è quello di promuovere una nuova mentalità circa il mercato del lavoro e una nuova sensibilità delle comunità cristiane ai problemi dell’occupazione e del lavoro dei giovani, soprattutto. Non si intende risolvere tutti i problemi, ma nella logica della goccia che alimenta l’oceano, vorremmo che i giovani, le donne e i perdenti lavoro non tutelati, i portatori di handicap, gli immigrati regolari, abbiano una piccola barca, un salvagente, per non soccombere e affondare in una realtà difficile come quella della nostra terra di Basilicata. Un impegno non ambizioso, ma concreto e reale, segno di una Chiesa sensibile al destino dell’uomo e rispettoso della sua dignità, segno di speranza nel mare di incertezze che accompagnano tanti fratelli e sorelle che abitano il nostro territorio.

L’esempio di Lidia sia di incoraggiamento a saper tirar fuori la creatività e l’autostima dei nostri giovani.

Redazione

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