Economia del dono e povertà sanitaria

Non c’è solo l’economia della finanza e dei capitali a governare il mondo.

Esiste una economia sommersa che scorre come un fiume carsico nel profondo della società, generando beni e servizi capaci di sostenere la vita di un popolo. E’ una economia che trae origine da una cultura che mette al centro le relazioni umane e la condivisione dei bisogni.

Ne è un esempio il Banco farmaceutico che da vent’anni raccoglie e recupera medicinali per donarli ad oltre 1.800 realtà assistenziali che si prendono cura delle persone in difficoltà.

Fu un gruppo di giovani farmacisti nel 2000 ad avvertire l’esistenza di un problema fino ad allora sottovalutato: chi è povero ha bisogno di un lavoro, di un letto, di cibo, di vestiti, ma anche e spesso in misura superiore di medicine.

Partì così a Milano e provincia, con l’aiuto della Compagnia delle Opere e di Federfarma, sul modello della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare di Banco Alimentare, la prima Giornata di Raccolta del Farmaco (GRF) durante la quale furono raccolte, in 250 farmacie, 15.000 confezioni di medicinali.

Da allora i confini d’azione del Banco farmaceutico si sono allargati a tutta Italia potendo contare sul sostegno di 4.944 farmacie, di oltre 17.000 farmacisti e di 22.000 volontari.

Il Banco è presente anche in Spagna dal 2008, in Portogallo dal 2009 e in Argentina dal 2012.

A Matera l’attività del Banco farmaceutico è cominciata nel 2012 con la partecipazione alla GRF, iniziativa che si ripete ogni anno il secondo sabato del mese di febbraio; quest’opera si prolunga poi tutto l’anno, nel rapporto con le farmacie e gli enti assistenziali, e con il recupero dei farmaci validi non utilizzati.

Alla sua origine non c’è stato un “progetto a tavolino” di volontariato sociale ma piuttosto una storia di amicizia tra un medico ed un farmacista, entrambi attenti alla realtà che avevano intorno: persone incontrate nelle sale d’attesa e in ambulatorio con crescenti difficoltà a sostenere le spese sanitarie.

I primi destinatari della raccolta dei farmaci da banco a Matera sono stati gli anziani ospiti della casa di riposo Brancaccio, la Parrocchia materana di San Rocco, dedita all’accoglienza di poveri, emarginati e senza tetto, ed il Banco di solidarietà che ha sostenuto, fino allo scorso anno, una trentina di famiglie con aiuti di tipo alimentare

Il numero delle farmacie partecipanti è salito negli anni da tre a ventidue con una presenza che ha coinvolto 14 comuni sui 31 della provincia, oltre la città capoluogo.

Il valore sociale delle iniziative di Banco farmaceutico va ben oltre il numero ed il valore economico dei farmaci raccolti che vengono prontamente consegnati agli enti assistenziali del territorio ma risultano sempre insufficienti a coprire il loro fabbisogno.

Gli enti assistenziali convenzionati con il Banco farmaceutico nella provincia di Matera sono attualmente 18: comprendono tra gli altri la Caritas diocesana di Matera-Irsina, la Caritas diocesana di Tricarico, la Coop. Sociale il Sicomoro, l’Associazione Azione Verde.

A questi enti, cui è destinato anche quanto raccolto tutto l’anno in nove farmacie partecipanti al Recupero Farmaci Validi, si aggiungono numerose Caritas parrocchiali, l’Unitalsi, l’Associazione Vincenziane, la Coop. Polis che si occupa di assistenza a migranti e la Casa dei giovani di Matera, una comunità di recupero di tossicodipendenti.

Il contributo che il Banco farmaceutico sta dando alla nostra comunità locale è il sostegno a quella rete di solidarietà sociale già attiva in vari ambiti della vita sociale e che favorisce la crescita di quella “amicizia sociale” auspicata da Papa Francesco quale motore di sviluppo della società.

Così si esprimeva il Santo Padre lo scorso 19 settembre, nel corso dell’udienza privata concessa per il ventennale del Banco farmaceutico: “Chi vive nella povertà è povero di tutto, anche di farmaci, e quindi la sua salute è più vulnerabile. A volte si corre il rischio di non potersi curare per mancanza di soldi, oppure perché alcune popolazioni del mondo non hanno accesso a certi farmaci. C’è anche una “marginalità farmaceutica”, e questo dobbiamo dirlo. Questo crea un ulteriore divario tra le nazioni e tra i popoli.

Sul piano etico, se c’è la possibilità di curare una malattia con un farmaco, questo dovrebbe essere disponibile per tutti, altrimenti si crea un’ingiustizia. Troppe persone, troppi bambini muoiono ancora nel mondo perché non possono avere quel farmaco che in altre regioni è disponibile, o quel vaccino. Conosciamo il pericolo della globalizzazione dell’indifferenza. Vi propongo invece di globalizzare la cura, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni. E per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti. E voi siete l’esempio di questo sforzo comune

“Cari amici – ha aggiunto -, vi ringrazio molto per il servizio che svolgete a favore dei più deboli. Grazie di quello che fate. La Giornata di Raccolta del Farmaco è un esempio  importante di come la generosità e la condivisione dei beni possono migliorare la nostra società e testimoniare quell’amore nella prossimità che ci viene richiesto dal Vangelo”

Il valore sociale di un’opera come quella di Banco farmaceutico é ben espressa nella sua mission: “Rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che già operano contro la povertà sanitaria”. Mettendo in relazione virtuosa differenti soggetti (enti caritativi, farmacisti, aziende farmaceutiche, volontari) che portano il loro contributo per recuperare e distribuire gratuitamente farmaci necessari agli indigenti, il Banco educa alla cultura del dono che supera quella della donazione. La donazione intesa come filantropia, infatti, per quanto generosa, si limita ad offrire beni materiali; nell’espressione del dono è compresa invece la dimensione della persona che offre se stessa e in tal modo crea relazioni.

Nel corso degli anni, per garantire una risposta costante alle richieste di farmaci delle realtà assistenziali ed affrontare con rigore il problema della povertà sanitaria, Banco Farmaceutico si è arricchito di numerose attività: nel 2008 con il sistema delle Donazioni Aziendali, dal 2013 con il Recupero Farmaci Validi non scaduti.

Nel 2013 nasce l’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria, un’equipe di medici, farmacologi, statistici e sociologi costituita per approfondire le dimensioni e le ragioni della povertà sanitaria attraverso ricerche, convegni, pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi. Ogni anno l’Osservatorio pubblica il Rapporto sulla Povertà Sanitaria, il documento ritenuto, in Italia, il più esaustivo in materia.

A partire dal 2017, Banco Farmaceutico realizza progetti di cooperazione internazionale, consegnando farmaci alle popolazioni povere e alle realtà assistenziali di Afghanistan, Libano, Niger, Libia, Kosovo, Gibuti, Somalia, Venezuela, Sud Sudan e Siria.

Da marzo 2020, Banco Farmaceutico è impegnato anche nel rispondere all’emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del Covid-19. Alle tradizionali attività di sostegno delle realtà assistenziali, si è affiancata la realizzazione di progetti destinati a fornire medicinali e attrezzature a medici e infermieri degli ospedali e delle strutture sanitarie coinvolte nell’emergenza.

Certi che l’ultima parola non debba essere dettata necessariamente dal dolore ma dalla speranza, la Giornata di Raccolta del Farmaco si farà anche quest’anno e durerà una settimana, da martedì 9 a lunedì 15 febbraio 2021, con la giornata clou sabato 13 febbraio.

La GRF si farà con i volontari quale segno visibile di una educazione alla gratuità: se l’evoluzione dell’emergenza e le norme in vigore a febbraio lo permetteranno, ci sarà un solo volontario fuori dalla farmacia a proporre la donazione di un medicinale; ogni farmacia sarà associata ad uno o più Enti assistenziali del territorio comunale o provinciale.

Durante la GRF dello scorso anno, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico è durata una settimana, sono state raccolte a livello nazionale oltre 541.000 confezioni di farmaci da banco, contro le 421.904 dello scorso anno (il 29% in più).

In Basilicata nel 2020 hanno aderito 55 farmacie (contro le 48 del 2019) e sono stati 6.443 i farmaci (per un valore commerciale di 39.636 euro) donati a 35 Enti assistenziali.

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Erasmo Bitetti

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