La Madonna delle Vergini. Ricordi materani di una festa tra la parrocchia Sant’Agnese e la Murgia Materana

Spazio, in questa giornata a forte impronta mariana — la liturgia ricorda la dedicazione della Basilica Pontificia di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, sorta sul luogo coperto dalla celebre nevicata nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 358 —, a due contributi giunti puntuali al termine dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Vergini, patrona della Murgia Materana, che per ragioni redazionali non è stato possibile pubblicare prima.

Chi osserva dai Sassi o dal belvedere di Piazzetta Pascoli avrà certamente notato, oltre la Gravina, una porticina lignea contornata da cinque piccole nicchie. Le loro lampade, una volta accese, illuminano la facciata della chiesa rupestre di Murgecchia in modo del tutto unico. È l’unica chiesa rupestre dove ancora si celebra la Messa, nell’ultima domenica di maggio, in occasione della festa, appunto, della Regina delle Vergini. Una tradizione secolare e profondamente sentita dai materani, che negli ultimi anni si è arricchita con la peregrinatio dell’effige mariana nelle parrocchie cittadine: quest’anno la statua ha fatto tappa nella chiesa di Sant’Agnese.

I tre giorni nella comunità di Sant’Agnese

Giunta in città giovedì 28 maggio a bordo di un pick-up sul piazzale del Liceo Artistico “C. Levi”, l’effige è stata accolta dalla “bassa musica” e dai fedeli. La comunità ha accompagnato l’immagine sacra in processione fino alla chiesa parrocchiale per la Messa concelebrata, presieduta da mons. Pierdomenico Di Candia, rettore del santuario rupestre.

La celebrazione di giovedì 28 maggio nella chiesa di Sant’Agnese in Matera (Foto Simeone Acito)

La forte devozione mariana del popolo materano ha richiamato numerosi fedeli attorno alla “mamma celeste”. Nella sua omelia, mons. Di Candia ha richiamato il valore della pietà popolare come «segno tangibile della fede di un popolo». In particolare, la peregrinatio evoca il mistero della Visitazione — Maria che si reca da Elisabetta — che «nei segni e nei simboli dell’immagine possiamo quasi rivivere nel momento in cui la Madonna delle Vergini, venerata da tante generazioni, viene in mezzo alla nostra comunità». Questa venerazione, ininterrotta da secoli, «è il segno di un legame profondo della città con Maria. L’invito è dunque ad accogliere questi giorni di permanenza come un tempo di grazia per alimentare la nostra fede ai piedi della Vergine, chiedendole di aiutarci a maturarla».

La celebrazione di giovedì 28 maggio nella chiesa di Sant’Agnese in Matera (Foto Simeone Acito)

Venerdì 29 maggio, dopo il Rosario e la Messa delle 19 presieduta dal parroco don Nino Martino, il Gruppo Famiglie ha curato un momento di catechesi sul tema “Maria donna della Pentecoste e Madre della Chiesa”, offrendo uno spunto di riflessione sull’esempio della Vergine nella vita quotidiana.

Sabato 30 maggio, i bambini e i ragazzi del catechismo si sono ritrovati nel pomeriggio per un saluto alla Vergine prima della pausa estiva. A seguire, la Messa vespertina nella solennità della Santissima Trinità — concelebrata da don Nino Martino e mons. Di Candia — ha congedato l’effige.

Ricca di spunti concreti l’omelia sul mistero della Trinità, che richiama la dinamica delle relazioni: di qui l’invito a dare qualità ai rapporti umani. «Maria è colei che è vissuta pienamente nella relazione con Dio, dall’Annunciazione fino ai piedi della Croce: è dalla sua relazione con Dio che sono scaturite tutte le altre, compresa quella che Maria continua a vivere spiritualmente con ciascuno di noi. Lei, Madre e modello della Chiesa, ci aiuti a rinnovare i nostri legami, perché dal modo in cui ci rapportiamo con gli altri dipende la testimonianza che diamo di Dio».

Commovente il saluto finale dei fedeli prima del rientro della statua al santuario, meta nelle ore successive del pellegrinaggio di migliaia di devoti.

La mostra fotografica di Giuseppe Flace

In occasione della visita a Sant’Agnese, dal 24 al 31 maggio il salone “Ratzinger” della chiesa di Sant’Agnese ha ospitato la mostra fotografica “Bella tu sei qual sole”, curata da Giuseppe Flace, fotografo e anima del comitato festeggiamenti. L’esposizione ha coronato le iniziative che hanno visto partecipe l’intera comunità del quartiere Agna.

Il giorno della festa: il Concerto all’Aurora

Il Concerto all’Aurora (31/05/2026; foto: G. Flace)

Nel segno di un culto attestato fin dalla metà del XVI secolo, l’ultima domenica di maggio si sono svolti i festeggiamenti ufficiali nella splendida cornice di contrada Murgecchia.

Attorno al santuario rupestre, fin dalle prime luci dell’alba risuonava il brusio dei fedeli e degli organizzatori giunti per il primo appuntamento della giornata: il Concerto all’Aurora.

Considerato da molti il momento più emozionante della festa, l’evento testimonia in modo vivo il legame tra la devozione popolare e questo luogo di profonda spiritualità. Sotto lo sguardo della Madre Celeste, le voci del coro polifonico Totus Tuus — dirette da Cettina Urga e accompagnate al pianoforte da Rocco Claudio Ferrara — hanno proposto un repertorio di canti mariani e brani della tradizione popolare, suscitando una forte partecipazione emotiva.

Il trekking da Porta Pistola

Il trekking da Porta Pistola (31/05/2026; foto: G. Flace)

A seguire, la Gravina di Matera si è trasformata nella cornice ideale per la passeggiata-trekking. L’iniziativa rievoca in chiave escursionistica l’antico pellegrinaggio compiuto dagli abitanti dei Rioni Sassi. Il percorso, accessibile a tutti, attraversa scorci poco noti del territorio a due passi dalla città. Durante la camminata, una sosta presso la chiesa rupestre della Madonna di Monteverde ha offerto l’occasione per un approfondimento divulgativo sulla storia e la funzione di questi luoghi.

Una volta giunti a destinazione, è stata celebrata la Santa Messa presieduta da mons. Pietro Amenta.

L’affidamento della città alla Madonna delle Vergini

L’affidamento della città alla Madonna delle Vergini (31/05/2026; foto: G. Flace)

Nel pomeriggio, alle 16:30, l’arcivescovo Benoni ha pronunciato la preghiera di affidamento della città a Maria: un atto di fede e di umiltà con cui la comunità riconosce la propria fragilità e si affida al sostegno materno della Vergine.

La solenne celebrazione eucaristica

Alle 18:30 il momento centrale dei festeggiamenti: la Messa sul prato sovrastante la chiesa rupestre, presieduta da mons. Pierdomenico Di Candia e animata dal coro Totus Tuus. La funzione ha visto una straordinaria partecipazione di devoti, confermando l’affetto che lega da generazioni i materani alla Patrona del Parco della Murgia.

L’affidamento della città alla Madonna delle Vergini (31/05/2026; foto: G. Flace)

La processione al tramonto e i fuochi d’artificio

Al termine della celebrazione, le luci del tramonto hanno accompagnato la processione dell’effige lungo il tratturo del pianoro di Murgecchia, scortata dal complesso bandistico dell’Associazione Culturale Musicale “Nunzio Vincenzo Paolicelli” Città di Matera. A chiudere l’intensa giornata sono stati i classici fuochi d’artificio curati dalla pirotecnica Padovano.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.