La vita sempre ci sorprende

Il 3 febbraio 2024, vigilia della 46° Giornata Nazionale per la vita, la Diocesi di Matera-Irsina e il Centro di Aiuto alla Vita invitano ad un incontro di testimonianze su opere e persone impegnate a favore della vita. Appuntamento nella Sala Convegni dell'Istituto S. Anna di Matera alle ore 18 di sabato 3 febbraio.

Un ragazzo con autismo che aiuta una bimba diversamente abile (foto Famiglie per l’Accoglienza)

L’appuntamento con la Giornata nazionale per la vita, istituita per la prima volta nel 1978, anno della legalizzazione dell’aborto in Italia, trova sempre una particolare attenzione nella nostra Diocesi perchè aiuta a richiamare l’attenzione dei laici e degli stessi fedeli sulla necessità di tutelare e promuovere la vita: da quella invisibile ma reale che si sviluppa nel grembo materno a quella di persone di ogni età e condizione sociale che soffrono a causa di malattie, abbandono, discriminazioni e violenza.

Alcune visioni ideologiche, spesso in nome di “diritti individuali”, negano l’importanza della difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, che pure si fonda su “solide ragioni che ne attestano sempre e comunque la dignità e il valore”. E’ scorretto perciò ridurre il rispetto della vita ad una questione di natura confessionale: occorre guardare sempre alla realtà senza pregiudizi.

Ed ecco che il tema proposto quest’anno si apre con un’affermazione: «La forza della vita ci sorprende» seguita poi da una citazione dal Vangelo di Marco “Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?” (Mc8,36).

Il versetto richiamato nel messaggio dei Vescovi lancia una forte provocazione: invita a rimettere in discussione le nostre priorità, ricordando che la vita non è qualcosa da guadagnare, da conquistare, ma semplicemente è un dono da vivere con gratitudine e del quale ci si accorge dentro una relazione.

E’ in essa che si svela la natura originale dell’uomo, quella di essere creato che non può darsi la vita da solo ma porta in sé, secondo le Scritture, un’impronta particolare: l’essere fatto ad immagine di Dio.

Il messaggio dei Vescovi italiani si apre con una considerazione sulle molte, troppe “vite negate“: la vita del nemico, del migrante, dei lavoratori, delle donne, dei malati e disabili gravi, dei bambini, nati e non nati.

Nell’esperienza quotidiana emergono, in modo sorprendente, “storie di persone giudicate insignificanti o inferiori che hanno saputo diventare punti di riferimento o addirittura raggiungere un sorprendente successo “, storie di “malati gravi divenuti sorgente di consolazione per chi sta bene nel corpo, ma è disperato interiormente“, esempi di “nemici” capaci di gesti di perdono o di bambini “non voluti” divenuti una benedizione per sé e per gli altri.

Da questi esempi emerge come ogni vita è un dono prezioso che per nessuna ragione può essere discriminata, violentata o eliminata e sono spesso proprio le tante vite fragili a fare dono al mondo di grandi ricchezze di umanità.

I Vescovi italiani concludono osservando che «Per i credenti, che guardano il mistero della vita riconoscendo in essa un dono del Creatore, la sua difesa e la sua promozione, in ogni circostanza, sono un inderogabile impegno di fede e di amore».

Accogliendo l’invito del Centro Aiuto alla Vita di Matera, costituito nel 2000 su iniziativa di Remo Cavicchini, l’Ufficio diocesano della Famiglia e l’Ufficio diocesano della Salute hanno deciso di proporre quest’anno un momento comune di incontro e riflessione sui contenuti del messaggio per la vita 2024.

Al centro dell’incontro ci saranno testimonianze di persone che documenteranno come l’impegno per la vita si traduca in gesti ed opere di accoglienza: nei confronti dei nascituri, dei migranti e degli anziani.

Dei risvolti sociali della promozione della vita e della famiglia nonché dei rapporti con le istituzioni che dovrebbero farsene carico parlerà il presidente regionale del Forum delle famiglie.

A Lucia Linzalone, storica volontaria del CAV di Matera, il compito di raccontare i frutti della instancabile e silenziosa opera a sostegno delle madri che hanno chiesto aiuto al Centro, oltre 160 negli ultimi anni, e che hanno ricevuto un sostegno non solo di tipo economico, ma anche psicologico, medico e legale.

Concluderà l’incontro Mons. Pino Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico. Modererà l’incontro il direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi.

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Erasmo Bitetti

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