L’Immacolata Concezione di Maria

Come ogni anno, l'otto dicembre la Chiesa celebrerà la solennità dell'Immacolata concezione di Maria. Cosa significa Immacolata Concezione? E come questa festa che cade nel cuore dell'Avvento e per molti significa l'inizio del periodo di Natale interpella la nostra vita?

Ave, o piena di Grazia!

Una grotta, forse qualche bestiola che in essa trovava riparo, un’umile ragazza, analfabeta, e tanto freddo.

Siamo a Lourdes, sui Pirenei, sulla sponda del fiume Gave, in Francia, a non molte decine di chilometri dalla Spagna.

È l’11 febbraio 1856.

Bernadette Soubirous è mandata dai genitori a raccogliere la legna per scaldare l’intera famiglia in una mattina piovosa e nebbiosa.

Una sorpresa: l’incontro con una donna vestita di bianco, cinta di una fascia azzurra, che sgrana un rosario e dice nel dialetto locale: “Io sono l’Immacolata concezione!”. È la prima di 18 apparizioni.

È Maria!

Il dogma, da due anni proclamato da Pio IX a conclusione della bolla “Ineffabilis Deus”

«Dichiariamo, affermiamo e stabiliamo che è stata rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale; pertanto, questa dottrina dev’essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli»,

giunge per bocca della stessa Madre di Cristo nelle periferie della storia, tra chi di teologia e mariologia non sapeva nulla.

Sin dal concepimento, Maria era stata preservata dalla macchia del peccato originale.

È questo che – giova ricordare – vuol dire Immacolata Concezione di Maria.

Non è il concepimento del Figlio di Dio nel grembo verginale di Maria per opera dello Spirito Santo di cui ascolteremo la storia nella liturgia dell’8 dicembre. Non è una vita assolutamente casta e nemmeno l’essere stata perfetta discepola di Cristo maestro sino all’ultimo giorno della sua vita.

Al più, sono queste le conseguenze di una vita preservata dal peccato sin dall’istante del suo concepimento.

Sì, perché la vita inizia nell’istante del suo concepimento: in quel momento, insieme all’anima del nuovo nato, prende corpo un progetto d’amore unico e irripetibile che è il sogno di Dio per ognuno di noi. E che per Maria era che diventasse la Madre del Salvatore.

E per compiere una missione così grande non era necessario solo il suo desiderio, la sua buona volontà, ma l’opera della grazia preveniente di Dio: ecco che Maria è da sempre la “piena di Grazia”, la “sine labe concepta”, l’Immacolata.

Ecco che l’aborto è un attentato non solo alla vita del nascituro, che già ha un’anima, ma anche allo splendido progetto d’amore che Dio ha per ognuno.

Ed ecco che anche noi, plasmati della fragile natura umana, per compiere grandi opere abbiamo bisogno di attingere forza dalla grazia, che ci donano i sacramenti, le opere di misericordia, una vita in Comunione con Dio.

E come Maria, che forse sulla terra – anche non solo nei Paesi di cultura cristiana – è la donna più famosa, anche noi saremo capaci di opere grandi che renderanno il nostro nome luminoso nella storia della salvezza.

Ecco perché è così importante questo giorno che, oltre che solennità religiosa, è divenuto di festa civile e per tradizione è preparato da un novenario: l’Immacolata concezione di Maria è l’istante “zero” del compimento della salvezza dell’Uomo.

Che anche noi, benché non concepiti senza peccato, almeno rifuggiamo le occasioni di peccato e facciamo incetta di quella grazia di cui Maria è piena e che Dio desidera elargire ad ognuno di noi. E ci rende sempre più uomini realizzati.

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Giuseppe Longo

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