“Mediterraneo frontiera di pace”. Ad un anno dall’Incontro di Bari, l’impegno continua

«Ricostruire i legami che sono stati interrotti, rialzare le città distrutte dalla violenza, far fiorire un giardino laddove oggi ci sono terreni riarsi, infondere speranza a chi l’ha perduta ed esortare chi è chiuso in sé stesso a non temere il fratello. E guardare questo, che è già diventato cimitero, come un luogo di futura risurrezione di tutta l’area». Questa l’«opera di riconciliazione e di pace» affidata da Papa Francesco ai Vescovi di 20 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, al termine dell’Incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo frontiera di pace” svoltosi a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020.

A distanza di un anno, l’impegno a dialogare e a costruire la pace in un’area cruciale per il mondo intero non è venuto meno. Sebbene la dimensione pubblica dell’esperienza abbia subito un’interruzione a causa della pandemia, il confronto tra Chiese sorelle e il supporto vicendevole hanno continuato a caratterizzare i mesi della crisi sanitaria. E proprio la pandemia, che continua ad attraversare frontiere e continenti, dimostra ancora una volta che l’umanità è una sola e che i destini dei popoli sono strettamente correlati in questa era globale. In risposta al COVID-19, la nostra rete nel Mediterraneo ha visto confermare, dopo Bari, forme di collaborazione e solidarietà, tese a dare risposte comuni a problemi comuni. Ne sono esempio la solidarietà portata dalla Chiesa che è in Italia al Libano, colpito ad agosto da una tremenda esplosione nella zona portuale di Beirut, e alla popolazione della Croazia, devastata da una serie di scosse sismiche nel mese di dicembre.

L’incontro di Bari, sottolinea il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, è stato “la prima tappa, l’inizio di un cammino che era necessario intraprendere, per dare la nostra risposta col Vangelo ai problemi della Chiesa, alle nostre Chiese e alla società di oggi”.

Nel solco di “Mediterraneo frontiera di pace” si è alimentato lo spirito di fraternità e condivisione maturati durante l’incontro. In questo anno infatti, segnato in tutto il bacino dal diffondersi del COVID-19 e dalle sue tragiche conseguenze, i Vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum hanno convenuto sulla necessità di individuare piste per far sì che l’evento di un anno fa non resti un unicum, ma apra cammini di riflessione e di azione a livello locale e internazionale. Ne è segno la recente visita di una delegazione della CEI in Niger e, ancora di più, la volontà del Cardinale Bassetti di riprendere l’intuizione di Bari per rendere il Mare Nostrum quel “grande lago di Tiberiade” che fu in passato, come lo definiva Giorgio La Pira, le cui sponde tornino ad essere simbolo di unità e non di confine.

“È essenziale proseguire in questo percorso di comunione – conclude il Cardinale Bassetti -, nell’orizzonte indicatoci da Papa Francesco che, nella Fratelli tutti, ci ricorda che il dialogo perseverante e coraggioso, anche se non fa notizia, aiuta il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto”.

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Redazione

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