Il 25 giugno, a Roma, i responsabili delle religioni che sono in Italia hanno sottoscritto un Patto del Tavolo interreligioso con cui scelgono di dare continuità e forma ufficiale al loro dialogo. Il Patto riconosce il valore spirituale, culturale e sociale delle religioni e sottolinea l’importanza di collaborare, in una società secolarizzata e plurale, per il Bene comune, la coesione sociale e il rispetto reciproco.
Il Patto per il dialogo ufficializza «La via italiana del dialogo interreligioso», e, come ha sottolineato il cardinal Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mette in risalto un «metodo», che parte dall’ascolto profondo per rigenerare il tessuto sociale. «Chi ascolta Dio ascolta l’altro – ha aggiunto Zuppi – e oggi credo sia un momento davvero di grande gioia e di grande impegno per tutti».
I firmatari si impegnano a incontrarsi nel rispetto e nell’ascolto, educare le proprie comunità al dialogo, collaborare su temi condivisi come pace, giustizia, solidarietà, dignità, ambiente e libertà religiosa, contrastare odio, discriminazioni ed estremismi, e promuovere una cultura della pace fondata su verità, compassione e responsabilità comune. Grande attenzione è riservata anche alla pari dignità delle religioni davanti allo Stato e al contributo che esse possono offrire alla società italiana.
Tra le azioni concrete proposte figurano: l’istituzione di una giornata nazionale del dialogo interreligioso, progetti educativi comuni sulla pace e la cittadinanza, occasioni di incontro tra giovani di fedi diverse, la valorizzazione del ruolo delle donne, iniziative di solidarietà condivisa, attività culturali e artistiche interreligiose, reti locali e nazionali su temi come migrazioni, ecologia e giustizia sociale, fino alla creazione di un fondo interreligioso comune per sostenere progetti di utilità sociale.






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