“Per tornare al gusto del Pane …”

Queste parole le sentiremo pronunciare spesso nei prossimi mesi e, nel cammino che insieme faremo, per giungere a celebrare a Matera il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale dal 21 al 25 settembre 2022. Perché, se è vero che il tema generale dell’evento riguarderà gli aspetti di una conversione ecologica, culturale e pastorale che dovrebbero scaturire ed alimentarsi di Eucaristia, è altrettanto vero che, il tornare al gusto del Pane, è un titolo che ci appartiene tutto! Lo sentiamo nostro, ci scorre nelle vene perché è memoriale della nostra storia, è celebrazione di un rito antico e sempre nuovo, quale la preparazione sacra che le donne riservavano al Pane di Matera.

È un titolo che mette in movimento i nostri sensi: gli occhi, necessari alla giusta preparazione, lievitazione e cottura; l’udito, per ascoltare il crepitio della pasta che si muove sotto le mani esperte delle donne che impastano e riscaldano la massa; il tatto, necessario perché si possa utilizzare una corretta quantità di acqua e farina e controllarne la giusta mollezza; l’olfatto, per appagarsi del profumo incomparabile e unico del pane che cuoce; il gusto, che appaga la fatica mentre si porta alla bocca quello che non pochi hanno giustamente definito l’oro di Matera … fatto di semola ricavata dalle bionde spighe dei nostri campi soleggiati e, spesso, deserti; fatto dell’acqua che i nostri padri sapientemente hanno saputo raccogliere in cisterne; impastato di notte, nella veglia e, nel nome della Trinità.

Oggi, forse, sono le macchine impastatrici a compiere tutto questo, ma nessuno può cancellare il rito antico, perché farlo sarebbe oscurare la nostra storia, tagliare le nostre radici, rinnegare le nostre origini. I cinque sensi che accompagnano la preparazione del pane sono un po’ come le tappe della lectio divina di fronte alla grandezza della Parola di Dio: lectio, meditatio, oratio, contemplatio, collatio. Dove il leggere, rileggere e fare propria, dentro il cuore, la Parola può corrispondere alla preparazione lenta, decisa e precisa della farina, dell’acqua, del sale che impastati diventano uno con le mani di chi modella la massa. E dove il contemplare ed il condividere stanno nell’ammirare con stupore e meraviglia il pane dorato, fragrante e croccante allo stesso tempo e … spezzarlo, condividerlo, gustarlo con tutti, perché ciascuno possa sentirsi amico, accolto, amato!

Il Pane di Matera, il Congresso Eucaristico di Matera, la rinascita di Matera!

Tra qualche settimana il nostro Pastore ci farà dono della lettera Pastorale scritta proprio perché la comunità si prepari nel miglior modo possibile a vivere intensamente quelli che saranno i giorni del prossimo settembre e che, dovrebbero essere apice e conclusione di un cammino intenso. Prolungamento e compimento del cammino sinodale che stiamo già compiendo sia come Diocesi ed ora anche insieme alla Chiesa Italiana. C’è desiderio di rinascita e di speranza. “In particolare in questo tempo di pandemia, dopo morti e sofferenza, isolamento e mancanza di relazioni, l’Eucaristia rilancia sempre e ancor più profondamente il desiderio e la volontà di fraternità, unità, incontro e comunione che è la natura stessa dell’Eucaristia e che Cristo costantemente realizza nella chiesa e nel mondo. A tutto questo noi andiamo incontro con il prepararci a quanto attendiamo e ci sarà donato”. Sono queste le parole che don Biagio Colaianni, Vicario della nostra Diocesi, ha rivolto in Cattedrale all’assemblea riunita per partecipare ad un incontro tenutosi il 21 settembre. E sarà così il 21 di ogni mese, proprio come un memoriale biblico per ritrovarsi nella Chiesa Madre il 21, per prepararsi, ascoltare, meditare, conoscere e giungere in forma al 21 settembre 2022!

Speriamo che questo sia solo uno dei tanti momenti che saremo chiamati a celebrare in preparazione e lungo questo anno. L’Eucaristia è per tutti! L’Eucaristia è di tutti! E il popolo materano ha una marcia in più per comprenderlo, per risvegliarsi, per rialzarsi, per tornare a sperare. La sera dell’Ultima Cena, Gesù tra le mani non aveva un altro pane se non quello che sua Madre sicuramente ogni giorno impastava. Il pane di cui si è nutrito, il pane che ha spezzato e con cui ha sfamato centinaia di persone che lo seguivano. Il pane dell’Alleanza e della memoria della fuga dall’Egitto. Il pane quotidiano! E per spiegare ai discepoli la grandezza di ciò che stava accadendo ha usato quel pane, non un altro cibo. E ha detto: QUESTO È IL MIO CORPO. E noi dobbiamo essere audaci, dobbiamo osare. Per re-innamorarsi alla Bellezza dell’Eucaristia dobbiamo partire dal pane nostro, dal pane quotidiano, dal pane trinitario come ben lo spiega il nostro Arcivescovo, dal pane che quando ne tagli una fetta ha la forma del cuore! Sarà necessario passare dal fast food ai cinque sensi … ai cinque passaggi della lectio divina, per tornare a gustare sia il pane materiale, sia il pane eucaristico.

L’Eucaristia è il tesoro della Chiesa insieme alla Parola di Dio. Dobbiamo però stare attenti che questo tesoro non venga tenuto troppo nascosto, custodito e idealizzato. Non è più tempo: anzi, non ne abbiamo più di tempo! Urge una conversione seria, che partendo dal quotidiano, dall’umano, dalle gioie e dai dolori di ciascuno, possa giungere a comprendere e a far comprendere a chi crede, ma oserei dire anche a chi non crede, che non si può vivere senza il pane perché significa morire di fame. Tornare a gustarlo significa vivere e raccontare che Cristo ha preso il suo Corpo e ce lo ha donato, ha sacrificato se stesso per salvarci, si è spezzato in briciole di Amore immenso, infinito, inesauribile. E se Lui che è il Figlio di Dio, a cui non mancava di salvarci in altro modo, ha scelto questa strada, si è fatto Pane spezzato, noi dobbiamo avere il coraggio di dire a tutti, senza distinzione alcuna, che solo mangiando, masticando, gustando quel Pane potremo vivere nella fratellanza e nella pace, nella concordia e nella solidarietà, nella sincerità e nella onestà. Torniamo a gustare il pane per tornare a gustare la vita!

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Maria Pina Rizzi

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