Sicurezza alimentare e lotta alla fame nel mondo nell’agenda del G20

Il meeting ministeriale del 29 giugno a Matera, le parole dell'Arcivescovo, l'obiettivo Fame Zero 2030

La Giornata mondiale della sicurezza degli alimenti che si celebra il 7 giugno ha avuto quest’anno per la città di Matera un significato tutto particolare perché quello della sicurezza alimentare è uno dei temi in agenda del meeting del G20 nella città dei Sassi.

L’Italia è uno dei paesi con il più alto livello di sicurezza dei prodotti alimentari, ma purtroppo le garanzie assicurate dalle leggi nazionali e dai regolamenti europei non bastano a mettere il consumatore del tutto al sicuro rispetto a canali che riescono a immettere sul mercato prodotti provenienti da paesi con norme non altrettanto severe.

Si tratta di preoccupazioni da non trascurare. Perché se è vero che, in un anno, dei seicento milioni di casi di malattie attribuibili alla cattiva alimentazione gran parte si riferiscono a paesi in via di sviluppo, con 420mila decessi, pure in Europa si registra un numero significativo di casi, con oltre 500 decessi annui certificati ma con il timore che i numeri reali siano di gran lunga superiori a quelli ufficiali.

A questo bisogna aggiungere il fatto che la fase attuale dell’emergenza Covid rende tutto estremamente problematico. La Vice Ministra degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni ha dichiarato a questo proposito: «Un anno fa l’Italia ha lanciato la Food Coalition, per evitare che la crisi sanitaria si trasformi in crisi alimentare, ma ancor di più per costruire una coalizione globale per raggiungere l’obiettivo Fame Zero e costruire un mondo post-pandemia resiliente e sostenibile».

Infatti non si può ignorare che la sicurezza alimentare è un’emergenza che va di pari passo con quella della fame che ancora oggi opprime intere popolazioni. Anche il nostro Arcivescovo, don Pino Caiazzo, nella solenne occasione del Corpus Domini, ha espresso il desiderio «che il prossimo G20 che si terrà nella città di Matera abbia questo volto eucaristico. Da Matera possa ripartire la speranza per il mondo intero spezzando e condividendo lo stesso pane, lo stesso vaccino soprattutto per i Paesi più poveri, allargando gli orizzonti dell’amore e della fraternità».

Le parole dell’Arcivescovo probabilmente non rimarranno inascoltate se è vero che il Governo italiano intende rilanciare proprio dal G20 di Matera l’obiettivo “Fame Zero 2030”, per eliminare la fame dal pianeta prima di dieci anni.

È un progetto troppo ambizioso o una vera profezia? È comunque un obiettivo che invita a tirare fuori tutta la propria umanità e la propria fede. Basti pensare soltanto al fatto che già oggi nel pianeta viene prodotto cibo sufficiente per l’intera umanità, ma che purtroppo non arriva a tutti. Non è vero dunque che il pianeta non abbia risorse sufficienti per sfamare tutti, oggi dietro la fame ci sono soltanto inaccettabili ingiustizie.

Il World Food Programme sostiene che il mondo ha fatto grandi progressi nella riduzione della fame. Rispetto al 1990-92, ci sono 300 milioni di persone in meno che soffrono la fame, sebbene la popolazione mondiale sia aumentata nel frattempo di quasi due miliardi. Certo, c’è ancora molto da fare per avere un mondo libero dalla fame entro il 2030, ma tutti possono contribuire efficacemente a questo entusiasmante traguardo.

La Ministra Sereni ha detto che nella riunione congiunta dei Ministri degli Esteri e dello Sviluppo del G20 in programma a Matera «occorre dare una risposta unificata e la Food Coalition può essere lo strumento giusto per far sì che i nostri sforzi a tale riguardo si moltiplichino. Siamo quindi pronti, come Italia, a lavorare nell’ambito G20 per rendere la Food Coalition una soluzione “che cambia il gioco”, per avvicinare e raggiungere l’obiettivo dello sradicamento della fame nel mondo».

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Paolo Tritto

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