Papa Leone XIV richiama la promessa del profeta Isaia: Dio non dimentica mai nessuno e il suo amore supera persino quello materno. Una parola di consolazione contro il sentimento — diffuso tra molti anziani — di essere abbandonati o dimenticati, vittime di un anonimato che sfuma i volti e riduce le persone al numero di un letto o a una patologia.
Il Papa rivolge un appello speciale ai giovani: “Riprendete la bella abitudine di visitare i vostri nonni, gli anziani della famiglia e anche coloro che non ricevono alcuna visita. Portate loro vicinanza e affetto”. Chiede ai giovani di far sentire agli anziani la carezza stessa della Chiesa e del Papa attraverso di loro. La tenerezza dei giovani verso le persone anziane e la carezza degli anziani verso i giovani custodiscono la bellezza del rapporto tra generazioni e diventano, nella concretezza dei gesti, segno dell’Amore del Signore.
Il Papa ricorda che non si cessa mai di essere figli, anche da vecchi: Dio è padre e madre insieme, e l’età avanzata può diventare il tempo propizio per iniziare o riprendere un cammino di fede, scoprendo la tenerezza di Dio e accettando senza vergogna la propria fragilità.
Agli anziani, “nuovo popolo” per il loro numero nella storia, Leone XIV rivolge un monito: non abbiate paura della fragilità, perché accettata e condivisa apre alla riconciliazione e alla pace vera. In un tempo segnato dalla guerra, li esorta a pregare con insistenza per la pace nel mondo in cui cresceranno i nipoti.
Una preghiera che sostiene il mondo. Il Papa ringrazia gli anziani per le loro preghiere, in particolare per il Rosario, che sostiene la Chiesa e il mondo. E conclude il messaggio con un augurio: “Che il Signore ci rinnovi sempre nella fede, nella speranza e nella carità, Lui che non si dimentica mai di noi.”
Il messaggio integrale del Papa:


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