Gli occhi dei materani rivolti alla Madonna della Bruna che guarda e protegge i suoi figli

"Guardiamo in alto per godere delle luci, dei fuochi, ma soprattutto guardiamo a Lei", la nostra Madre che guarda i materani, la Diocesi e i tanti ospiti di Matera.

Sfogliando la nutrita e colorata brochure del programma dei “grandiosi festeggiamenti in onore di Maria SS. della Bruna 637^ edizione”, emerge con chiarezza che Maria è il cuore pulsante della comunità materana; tutta la Città di identifica con Maria, tanto da fregiarsi del titolo di Città di Maria.

L’attesa orante del “giorno più lungo” ha visto crescere l’amore per Maria e i tanti messaggi che sono stati rivolti alla Città e alla Chiesa diocesana sono in sintonia con la proclamazione di Matera Capitale Mediterranea della Culturs e del Dialogo.

Culto, cultura e carità si intrecciano non solo nel giorno della Festa ma sempre, perché il culto reso a Dio e alla Madre trasforma la vita delle persone e le rende creative, accoglienti, capaci di dialogo e di integrazione dei più piccoli e dei meno fortunati, diventando manifestazione concreta di carità.

Il Carro, il cui tema dà il titolo alla Festa: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,14), esprime tutto questo nella varietà dei colori e dei personaggi che lo popolano, nel genio della santità di quanti hanno preso sul serio il Vangelo e, attraverso le opere di misericordia corporale, hanno imitato Gesù che ha lavato i piedi ai discepoli.

Lavare i piedi, farsi piccoli e umili, è la grande sfida per un mondo che dimentica le proprie origini, che pensa di bastare a sé stesso, che crede di poter fare a meno di Dio.

Le grandi tragedie che attraversano l’umanità dal terremoto in Venezuela, alle guerre, alle divisioni nella politica, hanno un riflesso anche nelle nostre comunità; ma la reazione a tutto questo non è solo l’indifferenza ma anche tanta solidarietà. Lo vediamo in Venezuela, nell’opera instancabile dei soccorritori, e nei piccoli gesti quotidiani di chi sa condividere e spezzare il pane della fraternità.

La cena della solidarietà, la presenza di gruppi etnici, le tante presenze che popolano Matera in questi giorni, il ritorno di chi vive fuori, illuminano Matera di sguardi pacificati, riconciliati con la vita, ma gli occhi di tutti sono rivolti a Lei, alla Madre. E’ nel suo nome che tutto viene pensato, organizzato, offerto perché tutti sappiano che senza una Madre la vita è povera e, ancor di più, senza il Padre, il vero grande Padre dell’umanità, da cui tutto ha origine, senso e destino, non possiamo vivere.

Guardiamoci intorno, per riconoscere negli altri dei fratelli, guardiamo in alto per godere delle luci, dei fuochi, ma soprattutto guardiamo a Lei. Non passerà indifferente tra ali di folla ma si farà carico di nostri dolori e delle nostre speranze.

Buona festa a tutti. Evviva Maria.

Festa della Bruna: anno 2014.
Festa della Bruna: anno 2013.

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