INFORMATI E VACCINATI

Tra gli argomenti di attualità delle ultime settimane spicca il tema dei vaccini anticovid intorno ai quali crescono, da una parte l’interesse e l’attesa, dall’altra i dubbi e i sospetti di inefficacia.

Gli atteggiamenti ambivalenti dell’italiano medio sono ben descritti in un video che gira sui social: il giovane che all’inizio della pandemia si domanda preoccupato “Chi sa quando esce questo vaccino!” e commenta così la scoperta del vaccino “Non me lo farò mai questo vaccino!”  si indigna quando il vaccino inizia a scarseggiare “Proprio ora che devo farlo io!”.

Nell’epoca della globalizzazione non solo economica ma anche informativa è necessario individuare dei punti di approdo sicuri per non naufragare nel mare delle notizie.

Una volta ci si affidava esclusivamente alla parola dell’esperto, oggi siamo soliti interrogare i motori di ricerca o gli assistenti vocali per trovare risposte rapide a qualunque interrogativo.

Il bisogno di certezze su temi che toccano la sfera personale e sociale non sembra appagato dall’ampia disponibilità di contenuti informativi: lo dimostra il rilievo crescente assunto da influencer ed opinion leader intorno ai quali si coagulano movimenti di pensiero spesso in conflitto tra di loro.

In questi mesi al confronto talora aspro fra medici e scienziati sul tema della pandemia si sono aggiunte le esternazioni di fisici, ingegneri e docenti di storia contemporanea: questo ha creato confusione ed incertezza nei cittadini, facendo emergere un sentimento di sfiducia nei confronti della scienza.

Eppure nell’arco di soli dodici mesi la ricerca scientifica ha prodotto più osservazioni e scoperte che in qualunque altro periodo della storia umana: ciò che manca allora non sono tanto le prove o le verità scientifiche quanto una comunicazione efficace che sia in grado di veicolarle.

Il problema di una corretta informazione si pone in maniera crescente anche alla luce di singolari prese di posizione di singoli individui appartenenti o meno al mondo della medicina, che diffondono informazioni frutto di opinioni o credenze personali prive di qualunque fondamento scientifico – sottolinea il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie –

La diffusione di queste informazioni, talvolta tese alla negazione delle conoscenze prodotte dalla comunità scientifica internazionale, genera perplessità e confusione nell’opinione pubblica e nei cittadini, che sono disorientati e talvolta spinti ad applicare soluzioni, terapie empiriche o, peggio, a diffidare delle istituzioni scientifiche ufficiali”.

Sul tema dei vaccini anticovid abbiamo assistito in questi giorni ad interventi televisivi di medici negazionisti delle evidenze scientifiche che, ignari di quanto previsto dalla legge sulla responsabilità professionale, si sono appellati alle proprie opinioni personali piuttosto che alle linee guida riconosciute a livello internazionale e alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Per uscire dalla confusione che può divenire lesiva anche della propria salute, i suggerimenti da prendere in considerazione sono due: parlare dei temi oggetto di controversie, come quello dei vaccini, con il proprio medico di fiducia; fare riferimento alle raccomandazioni provenienti dall’Autorità Sanitaria pubblica ed alle indicazioni diffuse dalle Società scientifiche accreditate.

Di efficacia e sicurezza dei vaccini si occupa il portale www.vaccinarsi.org , curato dal Ministero della Salute e dalla Società italiana di malattie infettive: è rivolto al grande pubblico e si propone di dare risposte chiare e documentate a tutti gli interrogativi dei no-vax o semplicemente dei dubbiosi.

Il metodo principale per l’individuazione di reazione avverse causate dai medicinali sul mercato è quello della “segnalazione spontanea”. Si tratta di un sistema attraverso cui non solo gli operatori sanitari ma anche pazienti e industrie farmaceutiche possono inviare in modo volontario segnalazioni di sospette reazioni avverse da farmaci all’autorità regolatrice.

Sul tema delle reazioni avverse ai vaccini l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) pubblica ogni anno un Rapporto sulla sicurezza dei vaccini, liberamente scaricabile, che analizza tutti gli eventi riportati ai servizi di farmacovigilanza. I medici hanno infatti l’obbligo di segnalare tempestivamente ogni reazione, anche solo sospetta, grave e non grave, nota e non nota, conseguente all’uso di farmaci e vaccini: entro 2 giorni da quando ne siano venuti conoscenza per i farmaci, entro 36 ore in caso di reazioni a medicinali di origine biologica, inclusi i vaccini.

La segnalazione di sospetta reazione avversa può avvenire direttamente online sul sito VigiFarmaco compilando un modulo, uno riservato agli operatori sanitari, uno ai semplici cittadini.

I dati raccolti sono analizzati a livello regionale e successivamente trasmessi all’autorità nazionale di controllo che poi li rende disponibili in rete anche a livello europeo.

Per chi volesse condividere dubbi e commenti, la SIMIT (Società italiana di malattie infettive) mette a disposizione uno spazio di discussione aperto a tutti, attraverso un blog: https://www.simit.org/blog.

Le fonti informative più autorevoli sui vaccini anti covid sono le seguenti:

Domande e risposte (a cura del Ministero della Salute)

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=249

Il processo di valutazione dei vaccini (a cura dell’Istituto Superiore di Sanità)

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19

Le domande che il paziente pone al medico (a cura della Società italiana di Medicina generale)

https://www.simg.it/Coronavirus/documento_vaccini_anti_covid_PAZIENTE.pdf

Il video proposto è tratto dal canale Youtube Stanford Medicine che, riunendo le risorse della Stanford University, della Stanford Health Care e del Lucile Packard Children’s Hospital, promuove la salute attraverso la ricerca biomedica di livello mondiale nonché l’istruzione e la cura dei pazienti.

Ad ottobre 2020 sognavamo ancora un vaccino sicuro ed efficace contro il Covid-19: ora il sogno è diventato realtà.

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Erasmo Bitetti

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