La 24^ Giornata di Raccolta del Farmaco (6-12 febbraio)

Alla raccolta hanno aderito 17 farmacie in provincia di Matera, gli enti assistiti sono 14. Una novità è rappresentata dalla partecipazione di una associazione di “farmacisti volontari ”, costituitasi dopo il terremoto dell’Aquila e da allora iscritti alla Protezione civile nazionale, che in alcune province (tra cui Matera) allestiranno nelle piazze dei banchetti informativi per sostenere la raccolta.

Anche quest’anno, si svolge la GRF – Giornata di Raccolta del FarmacoDurerà una settimana, da martedì 6 a lunedì 12 febbraio. In oltre 5.600 farmacie che partecipano in tutte le città italiane (espongono la locandina dell’iniziativa – L’elenco è consultabile su www.bancofarmaceutico.org è chiesto ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per i bisognosi

L’iniziativa è possibile grazie al sostegno di oltre 19.000 farmacisti (titolari e non) che oltre a ospitare la GRF la sostengono con erogazioni liberali.

Alla raccolta hanno aderito 17 farmacie in provincia di Matera, gli enti assistiti sono 14. Una novità è rappresentata dalla partecipazione di una associazione di “farmacisti volontari ”, costituitasi dopo il terremoto dell’Aquila e da allora iscritti alla Protezione civile nazionale, che in alcune province (tra cui Matera) allestiranno nelle piazze dei banchetti informativi per sostenere la raccolta.

Anche quest’anno, ci saranno oltre 25.000 volontari. C’è una ragione molto concreta e d’immediata comprensione per fare il volontario durante la Giornata di Raccolta del Farmaco: servono medicinali per migliaia di persone povere. Senza quei medicinali, quelle persone, quando si ammalano, non possono curarsi.

Se vuoi donare qualche ora del tuo tempo per fare un turno in farmacia, clicca qui: 👉 https://t.ly/sIha0 e compila il form.

C’è una seconda ragione, forse meno immediata, ma altrettanto concreta. Dirsi disposti a servire il bisogno degli altri trasmette bellezza e gratuità. E arricchisce il nostro stesso essere. E non è poca cosa.

Perché il contesto del nostro vivere può sembrare definito da tanti mali: le guerre e le possibili guerre imminenti, le fake-news, le disuguaglianze, ma anche il cambiamento climatico, le discriminazioni, il green e il social washing, ecc….

E a noi, che non abbiamo pacchetti di soluzioni preconfezionate (e chi ci li ha?), e non è neppure nostro compito proporli, cosa resta da fare?

Resta una cosa, semplice, magari non risolutiva, ma a nostro avviso determinante: provare a vivere nell’ipotesi che “siamo al mondo perché qualcuno ci ha accolti, siamo fatti per l’amore, siamo chiamati alla comunione e alla fraternità”.

Ecco, questo è il motivo per cui vale la pena fare il volontario o donare un medicinale in occasione della prossima Giornata di Raccolta del Farmaco.

«Donare un farmaco è un gesto semplice e può essere determinante per la salute di chi non può permetterselo. Contribuisce in maniera importante al bene di chi lo riceve. Ma anche di chi lo dona. Perché, in fondo, compiere il bene è una parte inscindibile della legge scritta nel cuore di ogni persona, è una componente della stessa struttura umana: “siamo venuti al mondo perché qualcuno ci ha accolti, siamo fatti per l’amore, siamo chiamati alla comunione e alla fraternità”, ha detto Papa Francesco in previsione della Giornata Mondiale del Malato, che cade proprio durante la settimana di Raccolta. La gratuità, insomma, è una dimensione essenziale della nostra anima. Basterebbe questo non solo per donare un farmaco a chi ne ha bisogno, ma anche per comprendere come sarebbe così semplice costruire un mondo di pace», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets.

«La responsabilità sociale è nel DNA della farmacia: per tale motivo anche quest’anno partecipiamo attivamente alla Giornata di Raccolta del Farmaco. Un’iniziativa importante per dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno» afferma Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale. «I farmacisti in farmacia, in quanto parte integrante del tessuto sociale, sono sensibili alle disuguaglianze sanitarie, purtroppo presenti in molte parti del nostro Paese. Negli ultimi anni si è verificato un aumento del disagio economico e della povertà sanitaria: i farmacisti ne hanno piena coscienza come professionisti della salute, perciò si impegnano costantemente nei confronti della comunità e dei più fragili».

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Domenico Infante

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