Matera, Quartiere Piccianello. La festa in onore di Maria SS. Annunziata: una tradizione sempre sentita. Riusciti i festeggiamenti nonostante l’inagibilità della chiesa

Pubblichiamo, con alcune settimane di ritardo, il vivo ricordo dei festeggiamenti in onore di Maria SS. Annunziata, protettrice dello storico quartiere materano di Piccianello. Quella di quest'anno è stata un'edizione sentitamente vissuta ma in modo del tutto alternativo a causa dell'inagibilità dell'aula liturgica, infatti, la celebrazione eucaristica conclusiva – presieduta da mons. Salvatore Ligorio – si è dovuta svolgere all'aperto.

Era il 4 maggio quando il Direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Arcidiocesi, don Antonio Lopatriello, insieme ai tecnici incaricati e al parroco, don Giuseppe Tarasco, ha effettuato una verifica strutturale dell’aula liturgica, a seguito della caduta di un calcinaccio.

D’intesa con l’Arcivescovo, è stata disposta la temporanea interdizione dell’esercizio del culto per ragioni di pubblica incolumità.

Da quel giorno, le celebrazioni si sono spostate nel salone parrocchiale, egregiamente allestito a chiesa dal parroco. Un locale ampio, certo, ma non quanto l’aula liturgica, il che rischiava di non permettere il grande afflusso di fedeli attesi per la festa della patrona del quartiere di Piccianello e titolare della parrocchia.

La festa si sarebbe dovuta svolgere domenica 10 maggio, come da tradizione nella seconda domenica del mese (giorno in cui non è comunque mancata la visita di mons. Benoni Ambarus). Tuttavia, per permettere lo svolgimento della messa conclusiva all’esterno, don Giuseppe Tarasco ha dovuto attendere per l’acquisizione dei permessi necessari, riprogrammando il culmine dei festeggiamenti per il 24 maggio.

Un triduo tanto atteso

Nonostante il cambio di programma, l’ingresso della chiesa era vestito a festa e la risposta della comunità è stata straordinaria: il “salone-chiesa” si è riempito oltre le aspettative.

La giornata del 24 maggio è stata preceduta da un intenso e partecipato triduo.

Ogni sera alle 18:15 si è pregato il Santo Rosario con il metodo di San Luigi Maria Grignion de Montfort, esprimendo un’intenzione particolare all’inizio di ogni decina e concludendo la stessa con una preghiera a Maria invocata secondo un diverso titolo a tema con il mistero appena meditato. Le Litanie Lauretane sono state cantate: una partecipazione di cuore quella del popolo.

Alle 19:00, la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Giuseppe Tarasco ha offerto un collegamento tra il Vangelo del giorno e la vita di Maria, invitando la comunità a rispondere con generosità alla chiamata del Signore, ognuno secondo le proprie inclinazioni.

Oltre Maria, il 22 maggio la comunità ha accolto come “compagna di viaggio” santa Rita da Cascia. Moltissimi fedeli hanno portato con sé le rose da benedire, simbolo della santa che, nel gennaio 1457, malata, chiese una rosa dalla sua terra a sua cugina; Dio esaudì il desiderio facendola sbocciare in pieno inverno, tra la neve.

Il 24 maggio: a Pentecoste il clou della festa mariana

Dopo la celebrazione mattutina, le note della banda annunciavano l’inizio del clou della festa: la preghiera del rosario e la solenne concelebrazione eucaristica vespertina, conclusiva dei festeggiamenti tributati a Maria, presieduta dall’arcivescovo Salvatore Ligorio e concelebrata dal parroco don Giuseppe Tarasco e da don Biagio Plasmati, che è sempre presente in parrocchia per la messa feriale mattutina. Accanto a loro un gran numero di ministranti e il diacono. Ben animata, inoltre, la celebrazione da Vito Calia alla tastiera e da un coro possente, tra cui le suore Discepole del Sacro Cuore.

Gremitissimo il sagrato, complice il bellissimo pomeriggio primaverile, di un popolo raccolto in un clima di fede devota.

Le parole dell’arcivescovo Ligorio

“La Pentecoste che celebriamo oggi – ha esordito mons. Ligorio nell’omelia – è la conclusione di un viaggio, il cui inizio accadde a Nazareth, un piccolo paese sperduto della Galilea: il Signore guarda le cose piccole, umili, nascoste e questo deve essere lo stile della nostra vita. Dove ci sono forme roboanti, chiassose e di orgoglio umano, Dio non c’è.”

“Maria chiede: «Ma com’è possibile?», ha continuato la riflessione mons. Ligorio indicando la statua di Maria e, in particolare, lo stupore che le mani dicono: “Il Signore desidera una fede dialogata, anche davanti al timore di quello che ci chiede la nostra vita: anche la nostra fede spesso vive tra lo stupore e il timore: penso ai bambini, ai giovani che devono sfidare la loro esistenza, alla mancanza di lavoro, agli adulti con le proprie responsabilità e, soprattutto, alle solitudini degli anziani”.

“Ma Gesù riappare nel Cenacolo e ci ricorda che non ci abbandona mai: di fatto ci chiede di portare la pace, attraverso il perdono”, la consegna che il presule ha lasciato ai presenti.

La lunga e solenne processione

Qualcuno ha ricordato i tempi in cui l’effige della Madonna veniva portata su un carretto o, ancor prima, a spalla. Quest’anno, l’effige di Maria, adagiata e trasportata su un pick-up, ha attraversato le vie della parrocchia e non solo, accompagnata dalle preghiere dei misteri dell’Annunciazione e della Gloria e dalle marce della banda musicale e da una buona rappresentanza di parrocchiani e devoti.

Dopo il lungo percorso, il simulacro della Madonna è rientrato nel salone parrocchiale, che continuerà a fungere da chiesa fino al ripristino dell’aula liturgica. Il gran finale, come da tradizione, è stato affidato allo spettacolo dei fuochi d’artificio, che ha chiuso una giornata memorabile di fede e comunità.

E’ ancora possibile contribuire ai lavori di manutenzione straordinaria della chiesa di Piccianello: al link tutte le indicazioni per procedere alla donazione di un contributo.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.