Ucraina, il grido del Papa: fermatevi!

Se tutte le guerre sono una follia, questa lo è in modo particolare e non potrà lasciare altro che distruzione, povertà, morte, disperazione

Di fronte a una guerra, purtroppo, va a finire che ci si divide. Un po’ tutti; e sembra inevitabile. C’è chi parteggia per una parte, c’è chi parteggia per l’altra. Con tanta naturalezza. Come se, invece di una guerra, si trattasse banalmente di una competizione sportiva. Sta succedendo anche nel caso dell’occupazione russa dell’Ucraina.

Questa cosa, cui si aderisce con tanta naturalezza, a guardare attentamente è una prima vittoria del male sul bene. Altrettanto si potrebbe dire di chi, al contrario, mantiene una posizione di cinica indifferenza e non prende alcuna posizione. Fortunatamente in tutti questi casi, siamo richiamati alla realtà dalle parole, dalla supplica della Chiesa e del Papa: “fermatevi”.

Fermatevi!

Il monito non è rivolto soltanto agli eserciti impegnati in battaglia. Ma, ci permettiamo di dire, anche a ciascuno di noi che – dobbiamo confessarlo – siamo rimasti irretiti nel diabolico fascino della guerra, a ciascuno di noi che abbiamo aderito, consapevolmente o meno, a ciò che ci spingeva ad armare la nostra coscienza contro l’uno o contro l’altro.

Circolava sui social, in questi giorni tragici, l’immagine di un soldato russo caduto in battaglia. Nella didascalia c’era scritto che non aveva ancora compiuto diciannove anni. Aveva il volto pulito, come uno dei nostri ragazzi, e dai suoi occhi traspariva soltanto una speranza di vita; occhi che certamente non odiavano, che sicuramente non avevano mai odiato nessuno e che non potevano odiare il popolo ucraino contro il quale – pare con l’inganno – era stato mandato a combattere.

Di questi ragazzi caduti in battaglia purtroppo ce ne saranno stati, e certamente ancora ce ne saranno, anche nelle forze ucraine. Fermate questo orrore!

Fermatevi, in nome di Dio!

Un’altra immagine, di cui sfugge ai più il sinistro significato, mostra una bambina sul davanzale di una finestra, con un fucile spianato. Anche qui, anche in Europa – chi l’avrebbe mai immaginato – vediamo immagini del criminale fenomeno dei bambini soldato. Non vediamo immagini di cecchini russi che sparano su quei civili che cercano di fuggire dalla guerra. Non vediamo le immagini di questi sciagurati cecchini, ma quelle delle loro vittime le abbiamo viste benissimo. Le abbiamo viste colpite a morte mentre cercavano una via di fuga e ancora stringevano la valigia con il loro povero bagaglio.

Fermatevi, ascoltate il grido del papa!

Bisogna fermare soprattutto i bombardamenti contro l’innocente popolazione. Questa guerra è una follia. Tutte le guerre lo sono; è follia anche l’idea che un solo uomo innocente debba soffrire – quanti bambini, quante donne, quanti ammalati stanno soffrendo – è follia pensare che anche una sola vita possa essere sacrificata sull’altare di una guerra.

Fermatevi, fermate questo massacro!

Se tutte le guerre sono una follia, questa lo è in modo particolare. Perché è impensabile che si possa resistere alla soverchiante superiorità militare della superpotenza ex-sovietica. Come è impensabile che la Russia, a un passo dal default e con livelli di corruzione spaventosi, possa disporre delle risorse necessarie per amministrare e ricostruire un territorio occupato e  distrutto, con città rase al suolo, un territorio immenso come l’Ucraina, la più grande nazione europea per superficie. Questa guerra è mossa soltanto da un diabolico istinto suicida – “cupio dissolvi” –  che non potrà lasciare altro che distruzione, morte, disperazione e che farà molto male anche a chi, sbagliando i propri calcoli, l’ha provocata. Fermatevi!

Foto fornita dal Ministero Interni del Governo ucraino
Mvs.gov.ua, CC BY 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0, via Wikimedia Commons

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Paolo Tritto

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