La Caritas diocesana di Matera-Irsina, in occasione della V Giornata Mondiale dei Poveri, il 14 novembre 2021 ha inaugurato la “BOUTIQUE SOLIDALE”.
L’opera, nata come segno di quella Giornata, vede l’attività di “distribuzione” vestiti secondo una logica non di mera distribuzione ma di cura della persona a partire dall’ascolto in profondità. Nella Boutique, prima che l’operatore accompagni la persona a scegliere quanto necessario (che può anche provare perché ci sono i camerini) si realizza l’ascolto. La boutique è quindi innanzitutto un altro “luogo” di ascolto.
Il concetto secondo cui è “la bellezza che lenisce le ferite” è il motore che ha mosso la nascita della Boutique. La bellezza è legata per molti all’idea di felicità: e non è un caso, perché l’incontro con la bellezza produce felicità. La bellezza lenisce le ferite, allarga la prospettiva, aiuta a superare le fragilità, a esser parte di un universo che apre a nuove opportunità. Proprio per queste ragioni si è inteso cambiare il paradigma di riferimento rispetto al bisogno di beni materiali, nel caso specifico, il vestiario: dalla mera riposta ad un bisogno materiale, alla Bellezza.
Per questa ragione il sottotitolo della Boutique Solidale è il versetto del Salmo 144:
“TU SEI “SPLENDORE, GEMME E TESSUTO D’ORO E’ IL TUO VESTITO” (Salmo 144,14).

Il modus operandi è quello di una boutique: la persona arrivando viene accolta da un operatore che l’accompagna a scegliere i capi di cui necessita e che può anche provare nei camerini.
Gli abiti presenti in boutique sono per l’80% abiti nuovi invenduti donati dai negozi, il restante 20% sono abiti, in buone condizioni, donati direttamente da singoli e famiglie.


Da quando la Boutique è attiva le persone che vi accedono non sono tutte inviate dai Centri di Ascolto parrocchiali, alcune arrivano in autonomia e per queste, una volta fatto l’ascolto e soddisfatto il bisogno, si rimandano, come è nella modalità operativa della Caritas di Matera, alla propria comunità di riferimento e il CdA parrocchiale le prende in carico. Qualora si trattasse di situazioni complesse che richiedono una presa in carico globale e più puntuale, i CdA parrocchiali chiedono alla Caritas diocesana l’accompagnamento per la messa in atto di un progetto personalizzato.
E’ stato possibile realizzare il progetto grazie al sostegno dell’8xmille. La Boutique è situata nella zona nord di Matera in via Meucci ed è attiva 4 giorni alla settimana. Contribuiscono alle attività dell’opera 3 coordinatorici e 15 volontari.
Nel 2025 si sono distribuiti 2500 capi di abbigliamento e sono state intercettate 500 famiglie, ci si augura di migliorare il servizio attraverso nuove iniziative.

La Boutique solidale è stata inaugurata il 14 novembre 2021 dall’allora arcivescovo di Matera-Irsina mons. Antonio Giuseppe Caiazzo. Significative, tra le altre, alcune sue parole: “Quello che noi stasera stiamo facendo è soprattutto questo aprire delle porte perché tutti possono entrare. Quando si aprono le porte significa che allora si apre la speranza. Ad ognuno si apre la certezza che non si è soli ma che c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti pronto a venirti incontro pronto ad aiutarti a ritrovare te stesso. Penso che questo sia fondamentale”.
Anche il pensiero di mons. Benoni Ambarus, al momento della nomina ad arcivescovo di Matera-Irsina, nel primo messaggio alla diocesi, subito dopo la nomina del 18 giugno 2025, è rivolto ai poveri: “Rivolgo un pensiero particolare a tutte le persone che in questo momento vivono situazioni di fatica nella loro vita, o deficit di speranza, malattia, disoccupazione, difficoltà e povertà di ogni genere”.
L’iniziativa della Boutique solidale è la testimonianza del bene che possono fare i progetti finanziati con l’8xmille alla Chiesa cattolica in ogni settore della vita umana.
Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano migliaia di progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie.
Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica equivale, quindi, ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo attraverso iniziative, come “Boutique solidale”, che danno speranza e migliorano la vita di tante persone.
Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.
Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica.
Come si firma, caso per caso, nella esemplificazione riportata nel seguente link:




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