
Cinquantacinquenne originario di Alianello – il suggestivo borgo tra i calanchi storicamente legato al confino dello scrittore e medico Carlo Levi – don Antonio Mattatelli, dopo gli studi nel seminario di Potenza, veniva ordinato sacerdote il 14 agosto 1997 per la diocesi di Tricarico. Da quasi due anni opera come sacerdote fidei donum nell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, dove guida la parrocchia della Madonna del Carmine (chiamata dai ferrandinesi “il Purgatorio”).
Montemurro ricorda la sua attenzione a ogni forma di povertà
Per oltre sedici anni (2007-2023), don Antonio è stato l’anima pulsante della comunità di Santa Maria Assunta a Montemurro. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un pastore che “non ha paura di sporcarsi le mani” e attento ai poveri. Una prossimità rivolta non solo a chi è a corto di sostanze, ma anche a quanti vivono quelle “nuove povertà” esistenziali e spirituali spesso al centro del magistero di Papa Francesco: tutti trovavano in lui un pastore capace di esserci sempre, di ascoltare e di dare risposte ai bisogni umani più profondi.
I giovani del posto sintetizzano i suoi anni di parrocato con una parola precisa: presenza. Un’attenzione che non si interrompeva nemmeno quando i ragazzi partivano per l’università: don Antonio manteneva i contatti e, al loro rientro per le vacanze, li faceva sentire attesi e accolti.
Il suo apostolato si è espresso anche come pastorale vocazionale: ben cinque tra ordinazioni e nuove vocazioni – tre alla vita religiosa e due al sacerdozio secolare – sono germogliate a Montemurro proprio negli anni del suo ministero.

I parrocchiani ferrandinesi: “Ci sentiamo a casa”
Questo stile accogliente si sta replicando oggi a Ferrandina. “Don Antonio sa accogliere. Essere in parrocchia con lui significa sentirsi a casa”, testimonia un giovane della comunità del Carmine. Si tratta di tratti pastorali decisivi in una realtà interna che rischia lo spopolamento e la stanchezza sociale.
Tra le tante iniziative, spicca l’adorazione eucaristica carismatica del mercoledì sera. La chiesa si riempie di fedeli provenienti dall’intero comprensorio materano e potentino. Un momento di grande fede nell’Eucaristia, oltre che di atteso ristoro spirituale nel tran tran quotidiano, animato con canti e musica, che ha come momento particolare la benedizione eucaristica di ciascuno dei presenti: alcuni cadono nel riposo nello Spirito. Don Antonio, d’altronde, è anche il referente regionale per i sacerdoti lucani del Rinnovamento nello Spirito Santo.
Ogni giorno, inoltre, la fila dietro la porta del suo ufficio è costante: persone in cerca di un consiglio, di una confessione o di un delicato accompagnamento trovano in lui un ascolto instancabile.

Museo Fray Pedro Bedón (Iglesia de Santo Domingo)
Teologo ed esorcista, scrittore e divulgatore
Ma don Antonio è anche un uomo di cultura. Dopo l’ordinazione presbiterale ha proseguito gli studi conseguendo la licenza e, successivamente, il dottorato in teologia dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, stimolato anche dall’insegnamento che per alcuni anni gli è stato affidato al Seminario Maggiore di Potenza.
La sua tesi dottorale su Giovanni Paolo II e Fatima è diventata un saggio di successo, ma non è l’unica sua pubblicazione. Ve ne sono altre strettamente legate al delicato ministero di esorcista – svolto prima per la diocesi di Tricarico e ora per l’Arcidiocesi di Matera-Irsina – tra cui Domande a un esorcista e Satana esiste. Un giovane esorcista racconta.
Un altro cardine della sua spiritualità sono i santi, delle cui storie è appassionato e capace di far appassionare; tra tutti, vi sono volumetti divulgativi dedicati a Santa Filomena e a Padre Matteo d’Agnone.
Un altro canale di divulgazione che utilizza don Antonio sono i social: quanti video sul suo canale YouTube, un capace recipiente di cultura cattolica, demonologia, agiografia, omelie e commenti al Vangelo, attualità ed etica cristiana! E non poche volte don Antonio è stato ospite di Radio Maria per trattare gli stessi temi.


Il valore di una firma: perché sostenere l’Otto per mille
La storia di don Antonio Mattatelli ci ricorda concretamente quanto sia vitale la presenza dei sacerdoti nelle nostre comunità, specialmente nei piccoli centri della Basilicata. I nostri parroci sono spesso sentinelle di speranza, assistenti sociali dello spirito, instancabili costruttori di comunità.
Garantire a pastori come don Antonio la possibilità di studiare, formarsi, operare sul territorio e mantenere vive e aperte le nostre parrocchie è possibile grazie a un gesto semplice e gratuito: la firma per l’Otto per mille alla Chiesa Cattolica.
Sottoscrivere l’Otto per mille non costa nulla, ma si traduce direttamente in azioni concrete: sostiene i sacerdoti che dedicano l’intera vita al prossimo, tutela la manutenzione delle nostre splendide ma fragili chiese e finanzia progetti caritativi a supporto degli ultimi. Firmare significa permettere alle parrocchie di rimanere “case tra le case”, luoghi di ristoro e di accoglienza per chiunque ne abbia bisogno. Sosteniamo chi ci sostiene ogni giorno.




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