Povertà e reti di comunità: il report della Caritas interpella il territorio

Presentato a Matera il report Caritas dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina. Oltre i numeri, per leggere storie e comprendere i bisogni di un territorio sempre più segnato da fragilità complesse.

È questo il significato dell’incontro promosso dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina per la presentazione del report sulle attività della Caritas diocesana e della indagine sociale dedicata al tema della povertà.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni civili, del mondo sanitario, del volontariato e delle associazioni del territorio, offrendo un’occasione di confronto a partire dai dati raccolti nel corso del 2025. Al centro dell’incontro non vi è stata soltanto la restituzione statistica delle attività svolte, ma soprattutto la volontà di leggere i bisogni emergenti e interrogarsi sulle risposte da costruire insieme.

Ad aprire i lavori è stato l’arcivescovo mons. Benoni Ambarus, che ha definito il report «una sorta di consolidato del bene», sottolineando come dietro ogni dato vi siano persone concrete e una vasta parte di impegno quotidiano che spesso resta invisibile.

L’arcivescovo ha richiamato l’attenzione sul «sommerso del bene», costituito dal lavoro silenzioso di operatori, volontari, associazioni e comunità ecclesiali che ogni giorno accompagnano persone in situazioni di fragilità. Un impegno che, proprio perché vissuto nella discrezione, difficilmente trova spazio nelle statistiche ma rappresenta una componente essenziale della risposta ai bisogni del territorio.

Accanto alla gratitudine per quanto viene realizzato, mons. Ambarus ha espresso anche la consapevolezza dei limiti delle risorse disponibili rispetto alla complessità delle richieste. Ha parlato della frustrazione sperimentata da chi opera quotidianamente accanto ai poveri quando si trova a dover riconoscere di non poter offrire tutte le risposte necessarie.

Particolarmente significativa la lettura proposta delle cosiddette «storie diversamente vincenti»: non racconti di successo secondo i criteri abituali, ma percorsi di persone che, pur segnate da dipendenze, povertà, fragilità relazionali o difficoltà economiche, accettano di mettersi in gioco, di lasciarsi accompagnare e di ricostruire gradualmente la propria vita.

Nel suo intervento mons. Ambarus ha inoltre indicato la finalità più ampia del lavoro di osservazione e monitoraggio svolto dalla Caritas: aiutare la Chiesa, le istituzioni e la società civile a comprendere meglio le trasformazioni in atto, individuando le fragilità più rilevanti per orientare in modo più efficace le risposte future.

Il richiamo conclusivo è stato alla necessità di andare oltre la semplice assistenza, affrontando le cause profonde dei problemi e favorendo percorsi che conducano le persone verso una progressiva autonomia.

La presentazione dei dati è stata affidata a Lucia Surano, che ha illustrato i risultati di una ricerca sociale realizzata attraverso questionari rivolti a parrocchie e associazioni, interviste qualitative e analisi dei dati dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas.

L’indagine ha coinvolto trenta parrocchie, quattordici associazioni e ventitré testimoni privilegiati, consentendo di costruire un quadro articolato delle dinamiche sociali presenti nell’Arcidiocesi di Matera-Irsina.

Dalla ricerca emerge anzitutto una forte capacità delle parrocchie di intercettare i bisogni del territorio grazie al loro radicamento nelle comunità locali. Le parrocchie vengono percepite come punti di riferimento stabili, capaci di accompagnare concretamente persone e famiglie e di mantenere relazioni significative con i diversi soggetti del territorio.

Allo stesso tempo è emersa una criticità rilevante: la maggior parte delle collaborazioni esistenti si sviluppa in maniera informale e raramente è sostenuta da accordi strutturati o percorsi condivisi di programmazione. Una situazione che, pur testimoniando una notevole vitalità relazionale, rischia di limitare l’efficacia e la continuità delle azioni intraprese.

Uno dei concetti più interessanti emersi dalle interviste è quello della parrocchia come «soglia», uno spazio capace di stare tra il dentro e il fuori, tra la dimensione religiosa e quella sociale, tra comunità ecclesiale e territorio. Una funzione che permette di creare connessioni, favorire inclusione e costruire relazioni anche con persone lontane dai percorsi ecclesiali tradizionali.

La ricerca ha inoltre evidenziato alcune fragilità che attraversano le comunità: l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento, la difficoltà nel coinvolgimento delle nuove generazioni e la fatica nel trasformare i destinatari dei servizi in protagonisti attivi della vita comunitaria.

Sul versante dell’Osservatorio delle povertà, nel 2025 sono stati presi in carico 837 nuclei familiari per un totale di circa 2.500 persone assistite. Gli interventi realizzati sono stati 4.865, a fronte di 1.295 bisogni rilevati. I dati mostrano una sostanziale parità tra cittadini italiani e stranieri e confermano una crescente complessità delle situazioni affrontate.

La povertà che emerge dal report non è soltanto economica. Si intreccia con problemi abitativi, fragilità lavorative, difficoltà sanitarie, povertà educativa e relazionale. Sempre più frequentemente le persone accompagnate presentano contemporaneamente diversi fattori di vulnerabilità, rendendo necessarie prese in carico articolate e prolungate nel tempo.

Particolarmente significativo il dato relativo alla povertà sanitaria, in crescita anche nel territorio diocesano, e quello riguardante la fragilità lavorativa, con una presenza consistente di disoccupati, lavoratori precari e cosiddetti “working poor“.

La ricerca mette inoltre in evidenza l’impegno economico della Chiesa locale: nel corso del 2025 la Caritas e le parrocchie della diocesi hanno destinato oltre 370 mila euro a interventi di sostegno nelle diverse aree della povertà, dall’abitare alla salute, dall’accoglienza ai servizi di prossimità.

Il direttore della Caritas diocesana Don Angelo Gioia ha espresso gratitudine verso i volontari, gli operatori delle Caritas parrocchiali e le numerose associazioni presenti sul territorio, riconoscendo in loro il volto concreto di una Chiesa che accoglie, ascolta e accompagna.

Ha sottolineato come dietro ogni servizio vi siano «case aperte, persone accoglienti, menti che ragionano, mani che si sporcano e cuori che si dilatano», capaci di aiutare chi vive situazioni di fragilità ad allargare nuovamente i propri orizzonti di vita.

Riprendendo i contenuti emersi dalla ricerca, don Angelo ha poi evidenziato che la questione fondamentale oggi non è stabilire chi debba occuparsi di un determinato problema, secondo una logica di suddivisione dei compiti, ma interrogarsi su «chi siamo insieme e cosa possiamo fare insieme». Una prospettiva che chiama Chiesa, istituzioni e realtà del terzo settore a costruire uno sguardo condiviso sulle fragilità del territorio.

In questo senso ha richiamato il tema dell’advocacy, intesa come capacità di dare voce alle situazioni di disagio e di sollecitare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e della società civile.

Nel dibattito successivo, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria locale Andrea Gigliobianco, il consigliere regionale Roberto Cifarelli e l’assessora comunale alle Politiche sociali Angela Braia hanno condiviso la necessità di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra istituzioni, servizi e realtà ecclesiali.

Le nuove forme di povertà richiedono una capacità crescente di integrazione tra interventi sociali, sanitari, educativi e comunitari passando da un approccio prevalentemente emergenziale ad uno a carattere preventivo che richiede programmazione e presa in carico condivisa.

In questa prospettiva, la diocesi ha annunciato l’intenzione di promuovere, a partire dal prossimo autunno, ulteriori momenti di confronto con amministrazioni locali, servizi sociali e realtà del territorio per consolidare reti di collaborazione sempre più efficaci e orientate al bene comune.

Il video della Conferenza stampa di presentazione dell’indagine sociale e del rapporto statistico della Caritas di Matera-Irsina

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.