San Giovanni da Matera, nato nel 1070 da nobile famiglia materana, si formò presso il monastero benedettino di Sant’Eustachio, dove oggi sorge la Cattedrale. Ancora giovane scelse la vita religiosa, vivendo da eremita tra Puglia, Calabria e Sicilia in condizioni di grande penitenza, preghiera e povertà. Dopo una profonda esperienza spirituale, divenne instancabile missionario ed evangelizzatore.
Tornato in area materana, fondò una prima comunità benedettina presso Ginosa e affrontò persecuzioni, carcere e sofferenze a causa della sua predicazione e del suo rigore morale. In seguito, su ispirazione mariana, operò al santuario di San Michele e a Pulsano, dove restaurò il monastero e fondò la Congregazione Benedettina dei Pulsanesi biancovestiti.
Per circa dieci anni fu ritenuto uomo di grandi virtù taumaturgiche, capace di guarigioni, liberazioni e altri prodigi. Morì il 20 giugno 1139 nel monastero di San Giacomo a Foggia. Nel 1830 le sue reliquie furono traslate a Matera, dove sono custodite nella Cattedrale.
La sua devozione rimase viva nei secoli: nel 1955 gli furono dedicate una chiesa a Borgo Venusio e una strada nel quartiere Serra Venerdì; nel 1997 Papa Giovanni Paolo II celebrò a Matera una Messa ponendo la sua urna sotto l’altare. Storici e religiosi ne hanno ricordato il valore spirituale e il ruolo di fondatore, riformatore e predicatore coraggioso.
Oggi il clero, l’Associazione San Giovanni da Matera e la comunità materana ne rilanciano la figura come segno di guida, fede e speranza, specialmente in un tempo segnato da guerre e incertezze sociali. Per l’887° anniversario della morte, sabato 20 giugno 2026 è prevista a Matera una celebrazione solenne in Cattedrale e nella parrocchia di Borgo Venusio.





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