Leone XIV: cercare l’unità, non il conflitto che porta alla distruzione

Il Pontefice riceve in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico circa 190 rappresentanti del Partito Popolare Europeo e li invita a mettere la relazione con le persone al centro del loro impegno: “Nell’era del trionfo del digitale, l’azione politica richiede un ritorno all’analogico”. Infine incoraggia ad avere come obiettivo il bene comune, affinché la politica possa diventare "la più alta forma di carità".
Leone XIV riceve in udienza i parlamentari del Partito Popolare Europeo (@Vatican Media)

Di Daniele Piccini – Città del Vaticano da Vatican News del 25 aprile 2026

“L’unità è sempre superiore al conflitto”. Leone XIV cita questa “bella e semplice espressione” di Papa Francesco per ribadire la missione della politica, che se orientata al “bene comune” può rappresentare la “forma più alta di carità”. Lo fa ricevendo in udienza, questa mattina 25 aprile, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i 190 parlamentari del Partito Popolare Europeo (PPE). Cercare l’unità – questo il cuore del discorso del Papa – è un atteggiamento che consente di vedere negli altri la loro “profonda dignità” e di creare “qualcosa di nuovo e costruttivo”, andando “oltre la superficie del conflitto”, che evidenziando le “divergenze” porta all’”affermazione del potere” e “conduce infine alla distruzione”. 

L'ingresso di Leone XIV nella Sala Clementina.

L’ingresso di Leone XIV nella Sala Clementina.   (@VATICAN MEDIA)

L’Europa, un progetto fondato sull’unità

Il Pontefice, nel suo discorso pronunciato in lingua inglese, si è detto “lieto” di proseguire gli incontri con i rappresentanti del PPE, tenuti già dai suoi predecessori: San Giovanni Paolo II, Benedetto XIV e Papa Francesco, che nel giugno del 2023, non potendoli ricevere poiché ricoverato al Policlinico Gemelli per un intervento chirurgico, scrisse loro un messaggio.

LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV AI PARLAMENTARI DEL PPE

Il PPE “trae la propria ispirazione politica”, come ha ricordato il Papa, dai “padri fondatori dell’Europa moderna”: Konrad Adenauer, primo cancelliere della Repubblica Federale Tedesca; Alcide De Gasperi, statista, fondatore in Italia della Democrazia Cristiana, e Robert Schuman, politico francese che, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, propose la creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, considerato il primo embrione della futura Unione Europea. Il loro obiettivo era proprio l’unità, “promuovere una cooperazione capace di superare secoli di divisioni”.

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