L’”impossibile” in un’epoca in cui tutto sembra possibile

Ferragosto, giorno massimo per le vacanze degli italiani, giorno di mezza estate, ma soprattutto giorno dell’Assunzione in cielo di Maria in anima e corpo.  Questa verità di fede ci fa capire che la morte non è l’ultima parola di Dio ma la vita eterna perché siamo fatti per il cielo dove contempleremo la sua gloria. Dio ha anticipato in Maria quello che succederà anche a noi quando il Signore ritornerà alla fine dei tempi: la nostra anima si ricongiungerà al nostro corpo che sarà glorioso e contempleremo la gloria di Dio.

Fu Papa Pio XII il 1° novembre del 1950, Anno Santo, a proclamare solennemente per la Chiesa cattolica  come dogma di fede l’Assunzione della Vergine Maria al cielo con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus: “Dio, infatti, che da tutta l’eternità guarda Maria vergine, con particolare pienissima compiacenza, «quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4, 4), attuò il disegno della sua provvidenza in tal modo che risplendessero in perfetta armonia i privilegi e le prerogative che con somma liberalità ha riversato su di lei”.

In questo periodo feriale il dibattito è presente soprattutto sul se, quando e a chi iniziare a somministrare la terza dose di vaccino anti-Covid. In Italia l’orientamento sembra quello di privilegiare i più fragili, così come negli USA si è dato via libera a coloro che hanno un sistema immunitario debole. Nel nostro Paese le autorità non hanno deciso e gli esperti sono cauti.

Intanto, sin dalla vigilia di Ferragosto i controlli delle forze dell’ordine sul Green pass sono scattati in ogni parte del Paese: nel mirino ristoranti e bar, ma anche discoteche e concerti non autorizzati. L’obiettivo è quello di garantire il rispetto delle norme anti-Covid fino alla verifica della certificazione verde. Ma è da prevedere che ci saranno tantissimi che cercheranno di aggirare le regole con QR falsi, un vizio tipicamente italiano.

Ma ciò che maggiormente deprime in questo periodo è vedere la devastazione causata dagli incendi un po’ in tutte le regioni italiane con un’accentuazione in Calabria dove si calcola che almeno un terzo del ricco e verdeggiante patrimonio boschivo sia andato in fumo. Cause, responsabilità, mutamento climatico, si possono fare tante ipotesi ma certamente l’intervento doloso dell’uomo nella gran parte dei casi sarà stata la causa scatenante del fenomeno, come si è già accertato in alcune località. «Chi se ne è reso colpevole ha sulla coscienza una gravissima responsabilità», ha dichiarato ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo avere sorvolato le zone dell’Oristanese colpite dai gravi incendi di fine luglio. Tanti sono gli atti eroici segnalati, tra questi spicca il caso di quel giovane agricoltore siciliano che ha perso la vita nel ribaltamento del suo trattore mentre portava acqua per lo spegnimento dell’incendio.

Della devastazione che hanno operato gli incendi in Calabria ne dà un’idea più compiuta in forma poetica un suo figlio affezionatissimo, l’arcivescovo di Matera-Irsina mons. Antonio Giuseppe Caiazzo di cui si riporta solo questo significativo passo: Terra amara e materna/disprezzata da figli senza anima/venduta e lacerata/come donna mercanteggiata/guardo le ceneri/ di quel che era il tuo respiro/parto di vita per tutti/orgoglio di ogni tuo figlio. In queste parole traspaiono evidenti l’amore e il dolore di un figlio per la sua madre terra che viene deturpata da gente senza scrupoli.

Poesia di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina

Per tutta la prossima settimana l’Italia resta in zona bianca ma dal report dell’Iss emerge che cresce l’incidenza dei casi tra i bambini e che, negli ultimi 30 giorni, il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati è stato oltre sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo. Ma la scuola incombe e tra qualche giorno bisogna riaprire. «Il Protocollo – prosegue il comunicato di viale Trastevere – prevede, invece, una corsia preferenziale per il personale che deve ancora vaccinarsi, dunque una intensificazione della campagna vaccinale». Il Protocollo, inoltre, consente alle scuole, sulla base di un preventivo raccordo istituzionale con il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, di effettuare tamponi diagnostici al personale mediante accordi con le Aziende sanitarie locali o con strutture diagnostiche convenzionate. Ma il vero dilemma resta ancora: green pass o non green pass?

Altri due eventi hanno sconvolto questi giorni ferragostani: la morte di Gino Strada e la fuga dei militari americani con i loro alleati dall’Afghanistan.

La morte di Gino Strada ha colpito tutti, anche chi storceva il naso per divergenze ideologiche da un uomo che, pur ateo, ha disseminato bene come medico per i derelitti, i poveri e gli scartati dal mondo; si può ben dire che ha messo in pratica più di tantissimi cristiani il Vangelo di Cristo. La mano chirurgica di Gino salvava le vite a prescindere dalle appartenenze politiche o religiose.

Per il preannunciato ritiro degli americani dall’Afghanistan colpisce l’assalto agli aerei in partenza dall’aeroporto di Kabul di folti gruppi di civili afgani che, avendo collaborato con i militari occidentali, sono oggetto di rappresaglie di ogni tipo, soprattutto di morte, anche per i componenti delle loro famiglie. Colpisce un episodio su tutti, il caso dei due uomini che si sono aggrappati al carrello dell’aereo americano trovando la morte  dopo il decollo dell’aereo. Questi uomini sono morti perché volevano vivere, volevano rinascere a nuova vita. Il predetto episodio ci porta alla riflessione conclusiva ritornando sul tema della Festa dell’Assunzione. 

Nel Vangelo di Luca si legge che in quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (…). Questa pagina evangelica è l’unica in cui protagoniste sono le donne. Due madri, entrambe incinte in modo «impossibile», sono le prime profetesse del Nuovo Testamento.

Tornando all’episodio di Kabul, ai due uomini che cercavano l’impossibile per salvarsi, col vangelo di Luca ci sono due donne che fanno l’impossibile: una che dice sì alla vita del figlio di Dio e un’anziana che rifiorisce alla vita con un bimbo di sei mesi che danza di gioia all’abbraccio delle due madri cugine. Questo episodio evangelico ci ricorda il miracolo di tutti quelli che salvano vite, in terra e in mare. Il Magnificat è il vangelo di Maria, la sua bella notizia raggiunge nel tempo e nello spazio tutte le generazioni dando speranza attraverso le mani salvatrici di un medico ateo o attraverso le mani di un pescatore che sfida le leggi per salvare migranti che affogano nel Mediterraneo, attraverso le mani di un pilota di aereo che porta in salvo centinaia di persone destinate alla morte, anche se per due non ha potuto fare niente.  

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Domenico Infante

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