Confine è parola che nell’immaginario collettivo ha a che fare con un limite, con un termine, con qualcosa che delimita qualcos’altro. E in effetti questi sono i significati contenuti nel termine latino finis.
A ben vedere, però, Il cuore della parola confine sta tutto nel suo prefisso: Con-. Spesso, anche giustamente, intendiamo il confine come una sorta di linea di divisione capace di generare, come si dice, un di qua e un di là del confine stesso. Eppure quella stessa linea pur segnando una differenza, pur marcando una divisione è, invero, un luogo di con-divisione. La linea di con-fine tra due terreni è condivisa tra i due confinanti. Etimologicamente, poi, il confinante proprietario di altro fondo delimitato da quella stessa linea di confine, è: il vicino, il contiguo, addirittura il simile, il connesso, l’affine.
In questa prospettiva la parola confine assume un significato ben diverso da quello che siamo soliti attribuirgli.
Il crepuscolo, quel meraviglioso momento del giorno di cui tutti noi amiamo godere, soprattutto d’estate, è di per sé un confine; in qualche modo sembra distinguere e delimitare il tempo della luce da quello del buio. Ma c’è un momento del crepuscolo, forse il più intenso e perchè no, anche quello più romantico, in cui non sappiamo se sia sera o mattina.
E’ bello pensare, allora, al confine come una sorta di “crepuscolo culturale”. Un luogo in cui si possa celebrare un incontro più che delimitare due spazi. Proprio come accade all’alba o al tramonto quando i raggi solari, aumentando o diminuendo, lasciano spazio al giorno o alla notte mettendo fine alla magia del momento crepuscolare.
E’ con questo sguardo che la Chiesa di Matera-Irsina, per il tramite del Parco Culturale Ecclesiale “Terre di Luce”, intende contribuire all’esperienza di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026. Uno sguardo attento, premuroso, desideroso di accorgersi e di lasciarsi conquistare dalla bellezza di chi cammina accanto a noi.
Uno sguardo rivolto a chi si sente solo “altro” (confinato) e mai vicino (confinante), desideroso di costruire pacificazione sociale in luogo dell’ostilità sociale. Uno sguardo che ci auguriamo sappia testimoniare il bisogno di Pace in un tempo funestato dalle guerre. L’incontro tra le culture genera la pace e la Città di Matera – città tra le più antiche al mondo e la più antica di tutte ad essere abitata – proprio perché culla dell’umanità e anche culla di questa cultura dell’incontro.
Matera è, dunque, da millenni un confine… un confine di pace!





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