“rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza” (Isaìa 25:9). Quando, arriverà la salvezza per i migranti?

Queste parole di Isaia ci danno la certezza che Dio, il Signore, rinnoverà la sua opera creativa su di noi, in un futuro che attendiamo, ma anche ogni volta che ci invita al banchetto eucaristico dell’intimità con lui. Ogni volta che la nostra mente si libera da pesi, incomprensioni, tristezza, dubbi e ci dona una capacità nuova di capire gli altri e Dio stesso.

Ma le parole di Isaia ci ricordano il Tempo dell’Avvento che stiamo già vivendo e che ci fanno intravedere la venuta di Gesù col Santo Natale. Perciò l’Avvento é tempo di gioia perché annuncia la salvezza con immagini di sovrabbondanza di beni e di consolazione nella vita odierna. Immagini diventate realtà con la venuta di Gesù e alimentano la nostra speranza di popolo di Dio.

Eppure, guardando i mezzi di informazione ogni giorno, di fronte a ciò che accade intorno a noi e nel mondo, sembra che la salvezza sia lontana o impossibile, almeno per una parte grandissima di questo popolo.

L’Avvento è il tempo dell’ascolto, come l’ho è stato per Maria: ha ascoltato, ha creduto, ha  donato al mondo il Salvatore. Come l’ho è stato per Giuseppe: ha ascoltato nel sogno l’angelo che gli ha parlato, che lo ha rassicurato, ha creduto, ha accolto Maria e il bambino che portava nel grembo, ha custodito la salvezza.

Ma qualcuno potrebbe chiedersi: ma quella povera gente ammassata ai confini della Bielorussia, quei richiedenti asilo nell’isola di Lesbo nel campo profughi di Mavrovouni, nato dopo gli incendi e lo smantellamento del famigerato campo di Mòria, i morti nel Canale della Manica e nel Mediterraneo, i migranti che “sono rimpatriati, a Nord dell’Africa, sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini”… così come ha detto Papa Francesco nell’Angelus della Prima domenica di Avvento, per tutte queste persone, cattoliche e non cattoliche, arriverà la salvezza?

In realtà il messaggio del Papa è un atto di accusa di indifferenza ai governi della mondo e a tutti quelli che possono fare qualcosa: “Rinnovo l’appello accorato a coloro che possono contribuire alla risoluzione di questi problemi, in particolare alle Autorità civili e militari, affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”.

Arriverà la salvezza per quella gente che è causa di dolori e sofferenze per uomini, donne e bambini? Nella logica  umana diremmo di no. Non può esserci salvezza per persone che fanno, semplicemente, il male degli altri, o forse arriva anche per loro? Mi chiedo ci sarà salvezza per Mimmo Lucano che ha dato accoglienza e fatto del bene a tanti derelitti, anche trasgredendo le norme di legge, e su questo non vogliamo entrare, legge che “sanziona in modo durissimo ‘crimini’ non ‘contro’ l’umanità, ma, se tali fossero, ‘per’ l’umanità”?

A questo punto, ove mai dovesse porsi un problema di coscienza, voglio tranquillizzare la gente che è fonte diretta o indiretta di dolore o di omesso intervento umanitario verso quella parte fragile della comunità mondiale, che la salvezza, di cui parlava Isaia al 25:9, arriverà per tutti; anche per gli indifendibili, Cristo risorto nascerà tra qualche giorno in una misera grotta e salverà indistintamente buoni e cattivi, bianchi e neri, ricchi e poveri, carnefici e vittime.   

      

foto SIR/Marco Calvarese

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Domenico Infante

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