Osservatore di Strada

L’Osservatore di Strada, un giornale per dare spazio e voce a chi è ferito dalla vita. Presentato in Sala Stampa vaticana il periodico de L’Osservatore Romano che, mensilmente, riporterà storie, esperienze, ma anche pensieri ed opinioni di emarginati, esclusi, rifugiati. Tornielli: “Un giornale non 'per' i poveri ma 'con' i poveri”. Monda: una chiave di lettura per i nostri tempi. Di Domenicantonio: “Occasione per creare relazioni”.

“Si parla tanto di rifugiati ma poco come rifugiati”. Le parole di un giovane fuggito dall’Afghanistan offrono la giusta chiave di lettura per comprendere l’idea di fondo ma anche la missio de L’Osservatore di Strada, periodico de L’Osservatore Romano in vendita da domani 29 giugno che, ogni mese, riporterà storie, esperienze, ma anche pensieri ed opinioni di tutte quelle persone con cui altrimenti ci si fermerebbe in strada giusto per l’elemosina. Quindi poveri, emarginati, scartati, esclusi sociali, persone ferite dalla vita.

Non si tratta però di “un giornale ‘per’ i poveri, ma ‘con’ i poveri”, ha chiarito il direttore editoriale dei media vaticani, Andrea Tornielli, presentando oggi il primo numero nella Sala Stampa della Santa Sede: “Li coinvolge facendoli parlare, facendoli essere protagonisti”. Una “iniziativa bella”, che, ha detto sempre Tornielli, si collega alla rete già esistente di “giornali di strada” (come ad esempio Scarp de’ Tenis a Milano) che, venduti fuori dalle parrocchie, contribuiscono a garantire aiuti, anche economici, a chi è nel bisogno.

La collaborazione di tutti 

L’Osservatore di Strada, iniziativa del Dicastero per la Comunicazione, collaborano e collaboreranno tutti i giornalisti dei media vaticani. Partecipano, poi, la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, Caritas, Vincenziani, Circolo San Pietro e, naturalmente, l’Elemosineria Apostolica. Molti dei “poveri” coinvolti sono quelli della zona San Pietro, ripresi nei loro giacigli improvvisati di cartone, sotto archi e propilei, in un breve ma suggestivo video realizzato dalla redazione Multimedia di Vatican News mostrato in Sala Stampa vaticana.

Da sinistra: Piero Di Domenticantonio, Andrea Monda, Andrea Tornielli
Da sinistra: Piero Di Domenticantonio, Andrea Monda, Andrea Tornielli

L’idea di “un giornale di strada”

“È tutto frutto di un bel gioco di squadra”, ha affermato il direttore de L’Osservatore Romano, Andrea Monda. Da parte di tanti, a cominciare dal prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini, c’è stato, infatti, il desiderio di concretizzare un’intuizione sorta anni fa, mentre era in corso la riforma del Dicastero che ha accorpato in un’unica grande famiglia le diverse realtà editoriali della Santa Sede. Tra una riunione e una chiacchierata – ha raccontato Piero Di Domenicantonio, colonna portante per decenni come capo redattore de L’Osservatore Romano e ora coordinatore dell’Osservatore di Strada – mentre si pensava di rendere lo storico quotidiano della Santa Sede “più popolare, qualcosa che mettesse meno in soggezione”, è nata l’idea di “un giornale di strada”. Poi la pandemia, la sospensione delle pubblicazioni, il lento ripristino delle attività lavorative, hanno procrastinato la partenza.

La prima copia al Papa

Ora, invece, “Il giornale dell’amicizia sociale e della fraternità” – come recita il sottotitolo – vede la luce. “È utile per offrire le giuste chiavi di lettura per il tempo che viviamo sotto Papa Francesco”, ha detto Monda. E proprio al Papa è stata consegnata nei giorni scorsi la prima copia. Francesco si è mostrato “entusiasta per la realizzazione di un progetto di cui era stato informato sin dall’inizio”, spiega Monda a Vatican News. “Ci ha promesso che lo leggerà attentamente”.

Domani, 29 giugno, al termine dell’Angelus per la Solennità dei Santi Pietro e Paolo, il giornale sarà venduto a tutti i fedeli in piazza San Pietro. L’offerta è libera, il ricavato sarà utilizzato per i poveri. Loro stessi consegneranno le copie in piazza, come segno, anche quello, di un coinvolgimento in prima persona.

Una copia del giornale
Una copia del giornale

Non solo storie, ma anche pensieri e opinioni

Coinvolgimento che, come detto, non si limita solo “a far raccontare i soliti dolori, che uno ascolta e poi scivolano addosso, ma a valorizzare esperienze ed opinioni”, ha detto Di Domenicantonio. Lo scopo è soprattutto “creare relazioni”, mettendo insieme mondi completamente opposti. Come quello del poeta e scrittore Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega giovani, e Mimmo, clochard di viale Aventino, editore nella precedente vita, finito per strada dopo la morte del fratello e a causa di un tracollo finanziario. Il loro colloquio – sul senso della vita, l’esperienza della strada, le religioni, le amicizie, il dolore del fallimento – occupa le pagine 2 e 3 del primo numero. “Creiamo l’occasione di incontrare un povero dandogli un megafono con una voce più conosciuta”, ha spiegato Di Domenicantonio. Che in conferenza ha raccontato i primi passi mossi per realizzare il giornale: veri passi, compiuti consumandosi “la suola delle scarpe” – seguendo il mandato del Papa per tutti i giornalisti – in giro per Roma, anche di notte, coi volontari Caritas a distribuire pasti e lavare vassoi nelle mense. Una preparazione propedeutica a quella “vicinanza” che è spirito di tutto il giornale.

La storia del rifugiato dell’Afghanistan

Tra i vari incontri, anche quello con il rifugiato afghano. “Gli chiedevo di raccontarmi il mare, non dal punto di vista di chi si fa una crociera, ma di chi lo attraversa per disperazione, cercando altrove la salvezza”. Lui l’ha fatto, con la soddisfazione di avere finalmente spazio per far sentire la sua di voce. La storia del giovane migrante sarà riportata nel prossimo numero dedicato all’estate: “Una stagione pericolosa per i poveri, non solo per il clima ma perché si sentono di più in abbandono e solitudine”, ha detto Di Domenicantonio. “Una carezza, una gentilezza, in estate sono tanto importanti quanto una coperta in inverno”.

“Rendere più umana Roma”

La speranza, espressa da Carlo Santoro, direttore di Palazzo Migliori – la struttura settecentesca donata dal Vaticano ai senzatetto della zona San Pietro – è che “questo giornale possa rendere più umana Roma. E magari possa raggiungere anche altre città”. L’iniziativa ha avuto anche il plauso del cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, che, ricordando come la strada sia “anche palestra della sinodalità perché ci spinge a condividere il cammino”, ha affermato: “Questo mensile può aiutarci ad aprire tante strade perché la Chiesa risponda sempre meglio alla sua vocazione missionaria”.

Piero Di Domenicantonio, coordinatore de "L'Osservatore di Strada"

Piero Di Domenicantonio, coordinatore de “L’Osservatore di Strada”

Di Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano da Vatican News del 28 giugno 2022

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