La creazione di Adamo – capolavoro assoluto della Cappella Sistina – coglie l’attimo in cui l’indice teso del Creatore trasmette la scintilla vitale all’uomo fatto a “sua immagine e somiglianza” da cui sarà generata la Magnifica Umanità che oggi si trova di fronte AD UNA SCELTA DECISIVA: innalzare una nuova Torre di Babele o ricostruire le mura di Gerusalemme?
Un’immagine potente e inquietante quella di BABELE città grandiosa, ricca e disumana che pretende di raggiungere il cielo dove a comandare sono in pochi e gli uomini finiscono per non comprendersi più. Dall’altra Gerusalemme che si ricostruisce con il contributo di tutti, ciascuno innalza il proprio pezzo di mura e nessuno fa tutto da solo generando così l’armonia di un intero popolo.
E’ questo in sintesi il grande dilemma che Papa Leone pone al centro della sua Enciclica “Magnifica Humanitas” un testo per molti aspetti profetico che invita tutti i popoli della terra a riflettere sul futuro dell’umanità.
Sarebbe, però, un errore leggerla solo come un documento religioso, è anche un testo di forte valenza politica e sociale. Interroga il nostro tempo sul controllo dell’informazione, sulla visibilità pubblica, sulla formazione delle coscienze, sul governo degli algoritmi. L’intelligenza artificiale è ormai una questione globale e richiede regole condivise affinché il suo sviluppo non venga affidato esclusivamente a pochi attori privati transnazionali con risorse economiche talvolta superiori agli Stati e sottratti ai reali meccanismi di “accountability” (responsabilità e controllo).
Come la Rerum Novarum di Leone XIII invitava a riflettere sulla rivoluzione industriale, sul conflitto fra capitale e lavoro, sulla questione operaia, cosi oggi la Magnifica Humanitas richiama l’attenzione sulla capacità della tecnologia di incidere profondamente sulla vita delle persone. Cambiano gli strumenti: non più le fabbriche ma i data center, non più i proprietari delle ferriere ma i proprietari degli algoritmi, nella sostanza la sfida rimane la stessa: è lecito distruggere il tessuto sociale delle nazioni? Di qui l’urgenza di offrire una visione cristiana sulle “cose nuove”, sulle grandi trasformazioni sociali ed economiche per indicare soluzioni a tutela della dignità dell’uomo!
L’Intelligenza artificiale non appartiene al futuro è già il nostro presente. Il rischio è che si concentri nelle mani di pochi soggetti mossi solo dalla logica del profitto, capaci di imporre modelli di valutazione attraverso sistemi opachi che inducono a soluzioni preconfezionate per manipolare a priori le scelte dell’uomo. Un mondo dove non si distingue più la finzione dalla realtà e quindi la disinformazione diventa una condizione strutturale che rende possibile l’autoritarismo senza che nessuno se ne assumi la responsabilità.
L’AI semplifica la complessità, elabora dati, suggerisce decisioni, ma l‘homo sapiens ha il diritto e il dovere di pensare con la propria intelligenza e di assumersi la responsabilità delle scelte. Nessuna tecnologia per quanto avanzata potrà mai soddisfare il desiderio di felicità che abita il cuore umano. “Può imitare quasi perfettamente San Francesco di ieri ma non potrà mai crearne uno nuovo”!
In questa “Magnifica Umanità Papa Leone XIV ci ricorda che la dignità non può essere una variabile dipendente dall’efficienza algoritmica. Difendere i diritti dell’uomo significa riaffermare il fondamento stesso della fraternità umana.
Dimentichiamo che gli algoritmi non hanno un’anima, manca loro quel misterioso e irripetibile “soffio vitale”!





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